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Quali sono i requisiti per la cessazione dal servizio utile alla maturazione del diritto al trattamento pensionistico?

In base alla normativa vigente, i requisiti per il diritto al trattamento pensionistico sono  riassunte nella seguente tabella:

Tipo di prestazione Triennio 2019-2024 Finestra mobile
Pensione di anzianità 58 anni e 35 di contributi 12 mesi
41 anni di contributi (indipendentemente dall’età anagrafica) 15 mesi
54 anni se raggiunta entro il 2011 l’anzianità contributiva necessaria a maturare un’aliquota di rendimento pari all’80% della base pensionabile 12 mesi
Pensione di Vecchiaia:    *con almeno 35 anni di servizio Dirigente Generale: 65 anni; Dirigente superiore: 63 anni; Qualifiche inferiori: 60 anni sino a 12 mesi **
Con meno di 35 anni di servizio Dirigente Generale: 66 anni; Dirigente superiore: 64 anni; Qualifiche inferiori: 61 anni 12 mesi

*   L’età di vecchiaia coincide con il limite ordinamentale per la permanenza in servizio. Detto limite non è universale ma varia a seconda del grado (i limiti oscillano tra i 60 e i 65 anni).

** La finestra mobile può risultare inferiore ai 12 mesi o del tutto assente ove nel periodo di slittamento si apra o si è già aperta la finestra mobile rispetto alla maturazione della pensione di anzianità.

   

Cosa sono la “Finestra mobile” e la “Speranza di vita”?

La “Finestra Mobile”, è una misura introdotta dal D.L. 78/2010 per il contenimento della spesa pensionistica che stabilisce un periodo di slittamento variabile che deve trascorrere tra il momento di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi utili per il diritto a pensione e la decorrenza effettiva della misura spettante, stabilito in massimo 12 mesi.

La “speranza di vita” è un indicatore dei livelli di sopravvivenza di una popolazione che ne misura il tempo medio di permanenza in vita a partire da una specifica età. Essa è stata introdotta nel mondo pensionistico con il D.L. 78/2010 e confermata con la Legge 214/2011 (riforma Fornero). Prevedeva, a decorre dal 01/01/2013, un innalzamento progressivo dei requisiti per l’accesso alla pensione (di vecchiaia ed anticipata) commisurata all’allungamento della speranza di vita media della popolazione.

Nell’ordinamento attuale, il D.M. 27/10/2021, confermato dalla circolare INPS n. 28/2022 il Comparto Difesa e Sicurezza beneficerà del congelamento della speranza di vita fino al 2024, fissato in mesi 3.

Come si calcolano gli anni di contributi previsti per il requisito del diritto a pensione?

Per stabilire il requisito contributivo utile per il diritto a pensione, si considera il servizio militare effettivo (dalla data di arruolamento alla data di cessazione) in aggiunta alle maggiorazioni di servizio figurative riconosciute, in base alla natura del servizio svolto, nella misura massima di 5 anni nell’arco della carriera. Di seguito si riporta, sintetizzata per le misure più comuni, per il solo personale dell’Esercito, l’elenco della maggiorazioni previste:

Maggiorazioni Convenzionali dell’anzianità contributiva
Evento Lavoratori Aumento Diritto Misura Fonte Normativa
Servizio prestato a bordo di navi militari da militari dell’Esercito e dell’Aeronautica Cassa Stato 1/2 del periodo x x Art. 19 Dpr 1092/1973
Servizio di volo Cassa Stato 1/3 del periodo x x Art. 20 Dpr 1092/1973
Campagne di guerra Cassa Stato Un anno ogni campagna x x Art. 18 Dpr 1092/1973
Servizi prestati nei reparti di correzione o negli stabilimenti militari di pena Cassa Stato 1/5 del periodo x x Art. 22 Dpr 1092/1973
Impiego operativo di campagna/supercampagna per militari Esercito, Marina, Aviazione Cassa Stato 1/5 del periodo x x Art. 17 Legge 187/1976
Impiego operativo per reparti di truppe alpine Cassa Stato 1/5 del periodo x x Art. 18, Legge 78/1983
Servizi prestati nei reparti percettori dell’indennità di aeronavigazione Cassa Stato 1/3 del periodo x x Art. 5 Legge 78/1983
Controllo spazio aereo di I, II e III livello Cassa Stato 1/3 del periodo x x Art. 18 Legge 78/1983
Personale militare impiegato nelle missioni internazionali ai sensi del decreto legge n. 8/2008 convertito con legge n. 45/2008 Cassa Stato 1/3 del periodo x x Art. 23, Legge 49/1987
Note: Dal 1998 il riconoscimento delle maggiorazioni legate allo svolgimento di particolari attività professionali non può eccedere i 5 anni (art. 59, co. 1, legge 449/1997). Dal 2012 con il passaggio al sistema contributivo le maggiorazioni non assumono più rilevanza ai fini della determinazione della misura della pensione a meno che la modalità di attribuzione della stessa non preveda uno specifico meccanismo di incremento (es. aumento del coeff. di trasformazione).
 

Si rappresenta che nei confronti del personale appartenente al ruolo Ufficiali si applica  l’articolo 32  del  Testo  unico  pensioni  (DPR 1092/73) il  quale  prevede  che  nei  casi  in cui  per  le nomina in  servizio permanente effettivo sia stato richiesto il possesso del diploma di laurea si computano  gli anni del corso legale di laurea purché non coincidente con il servizio. Tale periodo si cumula in aggiunta ai 5 anni del periodo massimo di supervalutazione previsto.

Le maggiorazioni convenzionali sono valide ai fini della maturazione anticipata dei 41 anni di anzianità contributiva necessari per l’accesso alla pensione di anzianità e per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Esse sono riconosciute a titolo gratuito. Esiste però la possibilità che, alla data presunta della cessazione dal servizio, l’amministrato non raggiunga i 5 anni di aumento figurativo poiché ha prestato servizio in reparti percettori di impiego operativo di base prima del 01/07/2002 (Enti territoriali, Rep. Infrastrutture, etc….). In tal caso, per guadagnare gli anni che resterebbero per raggiungere il limite massimo dei 5 anni previsti per le maggiorazioni convenzionali,  si potrà procedere al riscatto ai fini pensionistici del periodo a titolo oneroso (art. 5 D.P.R. 165/97).

Che cos’è la posizione di “Ausiliaria” e come si accede ?

L’ausiliaria è un periodo transitorio durante il quale il militare, in occasione della cessazione dal servizio attivo, in alternativa al congedo nella posizione di “Riserva”, può essere richiamato in servizio nella provincia di residenza per un periodo di 5 anni, nel caso in cui la Pubblica Amministrazione dovesse avere bisogno.

Si accede a domanda: ◦ al raggiungimento del limite di età ordinamentale previsto per il ruolo e grado rivestito (i limiti oscillano tra i 60 ed i 65 anni); ◦ per gli Ufficiali collocati nella posizione di ARQ (aspettativa riduzione quadri), purché abbiano maturato i requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità; ◦ al raggiungimento di almeno 41 anni di servizio effettivo, escludendo le maggiorazioni contributive convenzionali, ai sensi del D.Lgs. 165/97, art. 7, comma 6, misura prorogata fino al 31/12/2024; ◦ per ufficiali e sottufficiali nella condizione di trovarsi a non più di 5 anni dal limite di età, secondo i limiti del contingente annuo massimo previsto, determinato con apposita circolare dalla competente Direzione Generale del Personale Militare (condizione prorogata fino al 31/12/2024). Per tale ragione, la circolare del cosiddetto “scivolo” troverebbe applicazione per coloro che abbiano raggiunto almeno il 58° esimo anno di età +  41 anni di contribuzione utile.

L’accesso alla posizione di ausiliaria prevede il mantenimento dei requisiti psico-fisici alla data di cessazione dal servizio, ossia essere idonei al servizio incondizionato.

Il collocamento in ausiliaria è equiparato a tutti gli effetti a quello per il raggiungimento dei limiti di età.

Al personale compete il trattamento pensionistico e l’indennità di buonuscita che allo stesso sarebbe spettato qualora fosse rimasto in servizio fino al limite di età, a cui si aggiunge l’indennità di ausiliaria che è pari al 50% della differenza risultante dal raffronto fra il trattamento di quiescenza percepito ed il trattamento economico spettante al pari grado in servizio, di pari anzianità.

In caso di non accoglimento della domanda entro l’anno, essa non si rinnova ma si è tenuti a ripresentarla, nelle modalità indicate nella circolare della DGPM, negli anni successivi.

Al termine dell’ausiliaria al militare viene riliquidata la pensione computando nella stessa anche il periodo di collocamento in ausiliaria raggiungendo così un importo superiore. Cessano, inoltre, le ritenute previdenziali sull’assegno di quiescenza.

Che cos’è la categoria della “Riserva” ?

La categoria della Riserva comprende il personale militare che avendo cessato dal servizio permanente o dall’Ausiliaria ha obblighi di servizio soltanto in tempo di guerra. Il personale militare permane nella Riserva sino al raggiungimento dei limiti di età dettati dalla legge dopo i quali transita nella categoria di congedo assoluto. Nella categoria della “Riserva” si può essere collocati ancor prima del raggiungimento dei limiti di età come in caso di riforma per non idoneità al servizio incondizionato, cessazione dal servizio a domanda.

In quali casi spettano i 6 scatti a seguito della cessazione dal servizio attivo ?

Al personale delle FF.AA. e delle forze di Polizia ad ordinamento militare o civile sono attribuiti sei aumenti periodici in aggiunta alla base pensionabile (art. 4 del D.Lgs. 165/1997), calcolati all’atto della cessazione dal servizio per qualsiasi causa, utili ai fini della determinazione della misura del trattamento pensionistico e della buonuscita a seconda del sistema pensionistico applicato all’interessato (retributivo/misto/contributivo).

I sei scatti vengono attribuiti d’ufficio e possono essere gratuiti, nei casi di: ◦ cessazione per limiti di età; ◦ cessazione per inabilità permanente al servizio incondizionato; ◦ decesso. oppure, per coloro che cessano dal servizio a domanda, a pagamento per il periodo intercorrente fra la data di collocamento in congedo e quella relativa al raggiungimento del limite di età previsto per il grado rivestito (importo mensile di circa € 32,59). La misura viene determinata in un incremento figurativo pari al 15% dello stipendio così riassunto:

Personale non dirigente e direttivo senza trattamento stipendiale dirigenziale Personale direttivo con trattamento stipendiale dirigenziale e per il personale dirigente
Sullo stipendio parametro comprensivo IIS Sull’ultimo stipendio per classi e scatti (con esclusione dell’importo relativo alle quote mensili di cui all’art. 161 della L. n. 312/1980 e dell’IIS);
Eventuale R.I.A.
Eventuale assegno personale
Eventuali scatti Legge n. 539/1950, art. 3
eventuali scatti Legge n. 539/1950, art. 3

Come viene calcolata la pensione annua lorda ?

Il trattamento economico di quiescenza è disciplinato nel Testo Unico delle norme sul trattamento di quiescenza del personale civile e militari dello stato approvato con D.P.R. 1092/73. Sostanzialmente si prevedeva all’atto della cessazione il calcolo della pensione sull’ultimo stipendio percepito per gli anni di servizio maturati. Per arrivare ai giorni nostri, si è passati attraverso una serie di riforme governative avvenute per prevenire l’eventuale collasso del sistema pensionistico nazionale.

Lo spartiacque si è avuto con la Legge 335/1995 (cosiddetta Legge Dini) che ha fissato in tre pilastri la determinazione della Pensiona Annua Lorda (PAL):

◦ per chi può contare su almeno 18 anni di contribuzione al 31/12/1995, si applica il tradizionale criterio retributivo (PAL determinata sull’ultimo stipendio in godimento all’atto della cessazione); ◦ per chi ha meno di 18 anni di contributi il criterio utilizzato è il misto (retributivo per l’anzianità maturata fino al 1995 e contributivo per i periodi di servizio successivi); ◦ dal 01/01/1996, per i nuovi assunti, si applica invece il solo criterio contributivo; ◦ Dal 01/01/2012, con la riforma Fornero, il sistema contributivo è stato esteso a tutti i lavoratori. Si tralascia, per ora, la determinazione della PAL riportata alla prima alinea in quanto tutto il personale che si trova nella condizione di possedere una contribuzione al 31/12/1995, comprensiva degli aumento convenzionali, di almeno 18 anni è già cessata dal servizio.

Per quanto riguarda il criterio misto, il calcolo della PAL avviene mediante la determinazione della:

Pilastri Periodo per il calcolo Misura
QUOTA “A” Dalla data di arruolamento fino al 31/12/1992 L’aliquota di rendimento si ottiene moltiplicando gli anni e i mesi per il coefficiente 2,44. La determinazione della prima quota di pensione è calcolata sull’ultimo stipendio in godimento alla data di cessazione moltiplicato l’aliquota di rendimento quota “a”
QUOTA “B” Dal 01/01/1993 al 31/12/1995 L’aliquota di rendimento si ottiene moltiplicando gli anni e i mesi per il coefficiente 2,44. La determinazione della secondo quota di pensione si calcola sulla media degli stipendi dal 01/01/1993 alla data cessazione moltiplicato l’aliquota di rendimento quota “b”
QUOTA “C” Dal 01/01/1996 alla data di cessazione Per la determinazione della quota C si considerano gli imponibili retributivi deducibili dalle certificazione uniche (CUD/CU) alle sezione INPS dal 01/01/1996 al data di cessazione.  Gli imponibili retributivi andranno moltiplicati per l’aliquota di computo del 33% (contributi versati dal lavoratore 8,80% e dal datore di lavoro 24,20%), rivalutato annualmente in base all’andamento della crescita nominale del prodotto interno lordo (PIL). La terza quota di pensione si calcola applicando al montante contributivo rivalutato il coefficiente di trasformazione (aggiornati ogni triennio) legato all’età anagrafica del lavoratore nel momento in cui consegue  la misura al trattamento previdenziale;
SEI SCATTI si rimanda alla FAQ n. 6
 

(Applic. Art. 54 D.P.R. 1092/73) – La recente giurisprudenza si è espressa favorevolmente al riconoscimento del coefficiente di rendita pensionistica del 2,44 % per per ogni anno utile per tutto il personale militare che alla data del 31/12/1995 avesse meno di 15 anni di servizio prestato (effettivo+maggiorazioni convenzionali). Ad esempio, con 10 anni di anzianità al 31/12/1995 il personale otterrà un coefficiente di rendita del 24,4% della base pensionabile anziché del 23,3% applicato dall’INPS. Ad onor del vero, va detto che l’Istituto di previdenza, con circolare 199/2021, si è adeguata all’orientamento della magistratura non solo riconoscendo la misura al personale che cessa del servizio che si trovi nelle suddette condizioni, ma ha anche confermato che i trattamenti previdenziali in essere saranno riliquidati applicando l’aliquota di rendimento del 2,44% per gli anni prestati fino al 31/12/1995.

Cos’è il “trattamento di fine servizio” (TFS) ?

Il T.F.S. costituisce una somma di denaro “una tantum” corrisposta al dipendente al momento della cessazione dal servizio (a condizione che l’iscritto abbia almeno un anno di iscrizione). La prestazione è liquidata d’ufficio, quindi non occorre fare domanda.

Come si calcola il T.F.S. ?

Il calcolo del T.F.S. consiste nel moltiplicare per gli anni utili di servizio, arrotondati ai sensi dell’art. 32 R.D. 19/11/1931 (anni EFFETTIVI+RISCATTI BUONUSCITA ONEROSI): ◦ 1/12 dello stipendio annuo complessivo; ◦ 1/12 della eventuale vacanza contrattuale; ◦ 1/12 degli eventuali benefici per scatto malattia dipendente da causa di servizio; ◦ 1/12 delle classi biennali (per gli Ufficiali); ◦ 1/12 dell’indennità perequativa /indennità di posizione (per gli Ufficiali); ◦ 1/12 dell’indennità dirigenziale (per gli Ufficiali); ◦ 1/12 della Retribuzione individuale di anzianità; ◦ 1/12 dell’assegno funzionale pensionabile; ◦ 1/12 del 60% dell’indennità integrativa speciale (per gli Ufficiali); ◦ 1/12 dei sei scatti (solo nei casi di riforma, decesso, limiti di età, ausiliaria, uscita con 40 anni effettivi).

L’importo di riferimento su cui applicare l’imposta sul reddito delle persone fisiche si ottiene depurando dal lordo ottenuto (1/12 dell’80% delle voci retributive per gli anni utili) il 26,04% e sottraendo dal risultato 309,87 euro per ogni anno utile di servizio ai fini della buonuscita. L’importo ottenuto sarà soggetto a ritenuta IRPEF con l’aliquota minima ordinaria prevista dal nuovo regime fiscale (23%).

Quali sono i termini di liquidazione del T.F.S. ?

Dal 01/01/2014 il TFS viene liquidato secondo il motivo della cessazione, con le tempistiche riportate nella seguente tabella:

Motivo della cessazione I termini di Liquidazione del TFS nel Comparto Difesa e Sicurezza
Inabilità o decesso 15 + 90 gg
Pensione di vecchiaia / Cessazione d’ufficio / Massima Anzianità contributiva ai fini Pensionistici * 12 mesi  + 90 gg
Dimissioni volontarie ** 24 mesi  + 90 gg
* Es. Cessazione (volontaria o d’ufficio) dopo il raggiungimento del requisito anagrafico necessario per la pensione di vecchiaia o dopo il perfezionamento della massima anzianità contributiva ai fini pensionistici (41 anni effettivi).
** Es. Cessazione in tutti gli altri casi (dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione, licenziamento, destituzione etc..).
 

NOTA: Se la prestazione non viene corrisposta entro i successivi 90 giorni dai termini previsti sopra, sono dovuti gli interessi al tasso legale per ogni giorno di ritardo.

Quali sono le modalità di pagamento ?

Il T.F.S. del personale militare può essere erogato in unica soluzione per gli importi fino ad € 50.000,00 lordi, oppure a rate, secondo lo schema di seguito riportato:

Rateizzazione del T.F.S. 
Rate Misura Decorrenza
Prima rata Fino ad € 50.000,00 Secondo le tempistiche riportate nella FAQ “Quali sono i termini di liquidazione del T.F.S.?
Seconda rata Importo lordo compreso tra € 50.000,00 ed € 100.000,00 12 mesi successivi dalla decorrenza del diritto al pagamento della prima rata
Terza rata Importi lordi oltre € 100.000,00 24 mesi successivi  dalla decorrenza del diritto al pagamento della prima rata
 

Cosa è la Cassa Ufficiali/Sottufficiali ?

La cassa Ufficiali e Sottufficiali, dal 01/07/2010 riconfigurata in Cassa di previdenza delle Forze Armate per accorpamento di tutte le preesistenti Casse Ufficiali e Sottufficiali di ogni singola Forza Armata, è un istituto il cui compito è quello di corrispondere agli iscritti, all’atto del collocamento in pensione, prestazioni integrative aggiuntive rispetto a quelle erogate dall’INPS. Le casse, seppur accorpate, mantengono l’autonomia patrimoniale e contabile nell’ambito del quale ognuno opera nei limiti delle proprie disponibilità. L’iscrizione alle casse avviene d’ufficio per il personale Ufficiale e Sottufficiale, mentre la categoria dei Graduati non è iscritta poiché non è stato istituito il relativo fondo. Il prelievo delle quote avviene direttamente sul cedolino stipendiale con aliquote di circa il 2% per i sottufficiali ed il 4% per gli ufficiali.

Come viene liquidata la Cassa Ufficiali/Sottufficiali ?

La normativa vigente prevede la liquidazione dell’indennità supplementare e dell’assegno speciale con un’anzianità di iscrizione al fondo non inferiore ai 6 anni, all’atto della cessazione dal servizio, a domanda, istruita dall’ultimo ente di servizio. a) L’indennità supplementare viene corrisposta nelle misure percentuali e decorrenze di seguito riportate:

Ruolo Misura corrisposta Decorrenza misura
Ufficiali 100% Allo scadere del 2° anno della cessazione dal servizio
Sottufficiali 100% Entro 30 giorni dalla data di ricezione della documentazione amministrativa presso l’ufficio di gestione della Cassa dopo la cessazione dal servizio.
  Il calcolo della misura avviene nel seguente modo:

– CONTEGGIO DEL SERVIZIO UTILE: ◦ Data di inizio della contribuzione (iscrizione al fondo); ◦ Data di fine contribuzione (cessazione dal servizio); ◦ Eventuali riduzioni. Il risultato del periodo utile si arrotonda ai sensi dell’art. 32 R.D. 19/11/1931 (es: se il totale dei periodi utili corrisponde ad anni 35 mesi 7 giorni 15, saranno considerati anni 36 di contribuzione, viceversa con anni 35 mesi 3 giorni 0 gli anni considerati saranno 35);

TRATTAMENTO ECONOMICO Le voci stipendiali da includere per la determinazione della base di calcolo sono:
UFFICIALI SOTTUFFICIALI
Stipendio per classi e scatti (con esclusione dell’importo relativo alle quote mensili di cui all’art. 161 della L. n. 312/1980) Assegno Funzionale
Vacanza contrattuale
Quota stipendio parametri (comprensiva IIS)
R.I.A.
Benefici econ. Art. 117/120 R.D. 1928 Benefici econ. Art. 117/120 R.D. 1928
Tredicesima mensilità Tredicesima mensilità
  – BASE DI CALCOLO • 2% dell’80% delle “voci stipendiali” X “anni di servizio utile”; – DEDUZIONE PER DEBITI Dalla base di calcolo saranno bonificate eventuali trattenute connesse con le casse previdenziali sul cui saldo verrà applicata la percentuale dovuta. b) L’assegno speciale è un vitalizio concesso agli Ufficiali dell’Esercito in possesso dei seguenti requisiti: ◦ compimento di 8 anni di cessazione dal servizio permanente; ◦ compimento del 65° anno di età.

Le misure annue lorde dell’assegno speciale, che dovranno essere richieste, a domanda, dell’interessato mediante apposita modulistica (da presentare preferibilmente qualche mese prima la maturazione del diritto) sono le seguenti:

Grado Importo assegno speciale annuale
Gen. Corpo d’Armata/Tenente Generale € 843,30
Gen. Divisione/Maggior  Generale € 731,52
Gen. di  Brigata/Brigadier Gen./Col./Ten. Col. € 670,56
Maggiore € 467,40
Capitano € 386,16
Subalterni € 304,80
 

L’assegno speciale viene elargito, a regime, in unica rata annuale, in genere nel mese di dicembre ad eccezione del primo e ultimo anno di vita in cui la misura viene determinata in ragione dei giorni aventi diritto. Esso è soggetto a ritenuta fiscale. Pertanto annualmente l’Ufficio di gestione provvede all’emissione della CU che sarà inviata all’interessato via mail per la presentazione della dichiarazione dei redditi per le operazioni di conguaglio fiscale ed applicazione delle addizionali regionali e comunali previste.

Allo stato attuale, la concessione dei prestiti e sussidi, ai sensi dell’art. 1918 e 1919 del C.O.M. sono temporaneamente sospesi.

Cosa è la Legge 29/79 ?

La legge 29 del 7 febbraio 1979 prevede l’istituto della ricongiunzione dei periodi di contribuzione (figurativi, volontari, obbligatori) accreditati in diverse gestioni previdenziali in una sola gestione per conseguire un’unica prestazione pensionistica. In sostanza, coloro che hanno lavorato prima dell’arruolamento, versando i relativi contributi presso la gestione previdenziale prevista per quel lavoro, possono, a domanda, richiedere l’unificazione dei contributi versati in una sola cassa previdenziale (di solito quella da cui scaturirà la prestazione previdenziale). Caratteristica della ricongiunzione è che i periodi ricongiunti sono utilizzati come se fossero sempre stati versati nel fondo in cui sono stati unificati e danno diritto e misura a pensione (fino al 31/12/1995 per le quote A e B) in base ai requisiti previsti dal fondo stesso. C’è da chiarire che tale strumento, comporta degli oneri economici a carico del richiedente che variano a seconda della sua retribuzione, dell’età anagrafica, dell’anzianità contributiva complessiva e dell’importo del contributo che si intende trasferire da una gestione all’altra.

Che cosa è il “moltiplicatore”?

Il moltiplicatore, per i trattamenti pensionistici liquidati in tutto o in parte con il sistema contributivo, consiste nell’incremento del montante contributivo individuale pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio (comprensiva delle indennità accessorie percepite nell’ultimo anno di servizio per la parte eccedente il 18%, della 13^ mensilità e dei sei scatti) moltiplicata l’aliquota di computo della pensione del 33%. Il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria, previa opzione da parte dell’interessato. La norma (art. 3 co. 7 del D.Lgs. 165/1997) disciplinava tale istituto per il solo personale appartenente alle forze di polizia ad ordinamento civile o militare e del corpo dei VdF. Con il successivo riordino delle carriere (D.Lgs. 94/2017, art. 10, co. 2) è stata disposta la modifica alla Legge madre estendendo anche al personale delle Forze Armate (Esercito, Marina ed Aeronautica) l’applicazione dell’istituto del “moltiplicatore” in alternativa al collocamento in ausiliaria.

Tale opzione potrà essere esercitata nelle seguenti ipotesi di cessazione dal servizio:

◦ per raggiungimento del limite di età previsto per il grado e ruolo di appartenenza;

◦ a domanda per gli Ufficiali in aspettativa riduzione quadri (ARQ) che abbiano maturato i requisiti previsti per la pensione di anzianità;

◦ a domanda a condizione di aver prestato non meno di 40 anni di servizio effettivo (questa casistica consente la possibilità di accedere alla posizione di ausiliaria, per poi optare per il moltiplicatore, ma non è equiparata ai limiti di età come per gli altri casi. Pertanto l’assegno pensionistico ed il T.F.S. saranno calcolati fino alla data di uscita);

◦ a domanda qualora si trovi a non più di 5 anni dal raggiungimento dei limiti di età a condizione che abbia maturato i requisiti per la pensione di anzianità (cd. scivolo per accesso all’ausiliaria). Tale collocamento in ausiliaria è equiparato a tutti gli effetti a quello del raggiungimento per limiti di età.

Cosa sono i riscatti buonuscita?

Il riscatto ai fini del TFS (buonuscita) consiste nella valorizzazione dei servizi e periodi non coperti dal contributo previdenziale obbligatorio per consentire, attraverso il pagamento del relativo onere calcolato, una maggiorazione della buonuscita al verificarsi della cessazione dal servizio, qualora i requisiti maturati ne consentissero il presupposto.

Il personale in servizio permanente può richiedere, previa istanza da presentare per il tramite del proprio comando, il riscatto ai fini della buonuscita dei servizi:

Tipologia di servizio Misura riconosciuta Periodo  a riferimento Rif. normativo
Pre-ruolo 1/1 (intero) Dalla data di arruolamento fino al giorno prima l’iscrizione al fondo Opera di Previdenza  (depurando eventuali congedi avvenuti) D.P.R. 1092/73 art. 12
Servizi speciali 1/5 (1 anno ogni 5 anni di servizio reso nei reparti secondo la tipologia di servizio) Dalla data di arrolamento (depurando eventuali congedi avvenuti) D.P.R. 187/76 art. 17
 

Le maggiorazioni dei servizi speciali, in seguito all’entrata in vigore del D.Lgs. 165/97, art. 5, co. 1, a decorrere dal 01/01/1998 non possono eccedere i 5 anni. Tuttavia, per gli aumenti maturati sino al 31/12/1997, anche se eccedenti i 5 anni, restano valutabili nel loro insieme senza la possibilità di ulteriori riconoscimenti di maggiorazioni. I servizi speciali vengono valutati (fino al raggiungimento dei 5 anni) secondo la loro tipologia:

Tipo di servizio Valutazione
Indennità di impiego operativo di campagna/supercampagna Maggiorazione di 1/5 per ogni anno di servizio
Indennità di paracadutismo Maggiorazione di 1/3 per ogni anno di servizio
Servizi di confine Maggiorazione del 50% per i primi 2 anni, 1/3 per ogni anno successivo
Servizi di volo Maggiorazione di 1/3 per ogni anno di servizio
Servizi di navigazione Maggiorazioni che variano da 1/3, 2/5 al 50% per anno di servizio in funzione dell’appartenenza del richiedente (Esercito, Marina, Aeronautica) e del grado
Servizi nei reparti di correzione nelle carceri minorili resi dal personale militare Maggiorazione di 1/5 per ogni anno di servizio
Maggiorazioni dei servizi prestati negli uffici disagiati di frontiera terrestre I primi 2 anni a  ½ e i successivi a 1/3. Detti servizi, se riscattati a 1/5, ¼, 1/3 ecc. possono essere riconsiderati, perché più favorevoli, a seguito di nuova domanda di riscatto per l’ulteriore differenza
Servizio resa dal personale del Ministero degli affari esteri in sedi disagiate o particolarmente disagiate Maggiorazione rispettivamente di 1/3 e ½ per ogni anno si servizio
Osservatori Onu in sede disagiata o particolarmente disagiata Maggiorazioni rispettivamente di ½ e ¾   per ogni anno di servizio
Servizi di operai addetti a lavori insalubri o ai polverifici Maggiorazioni di ¼ lavori insalubri e ½ per i primi 2 anni e 1/3 per gli anni successivi per polverifici
Servizi di colonia Maggiorazioni di ½ per i primi 2 anni e 1/3 per gli anni successivi
Servizi in zona di armistizio Maggiorazioni di ½ per i primi 2 anni e 1/3 per gli anni successivi
Campagne di guerra Maggiorazione di 1 anno (sono sufficienti 3 mesi di permanenza in zona di operazione)
  Altri periodi riscattabili purché non contemporanei a servizi con iscrizione al Fondo Opera di Previdenza: ◦ il corso di laurea; ◦ il corso di specializzazione post – laurea; ◦ i corsi per il conseguimento di diplomi universitari (laurea breve).  

Come ottengo il riscatto ai fini della buonuscita?

Il riscatto buonuscita si richiede presentando la domanda all’INPS (mod. PR1) per il tramite del proprio ente di servizio. Le tempistiche di evasione delle domande, con l’istituzione del POLO INPS Esercito nella sede di Chieti, sono nell’ordine di circa 1 anno.

Come viene calcolato l’onere del riscatto buonuscita?

L’istruttoria della domanda del riscatto buonuscita prevede il calcolo dell’onere da pagare sulla base dello stipendio in godimento all’atto della domanda e dell’età anagrafica. Ne consegue che più è alto lo stipendio, più l’età anagrafica risulta in prossimità dell’età massima del collocamento in quiescenza, maggiore sarà l’importo dell’onere soggetto a riscatto.

Come posso pagare l’onere di riscatto buonuscita?

Conclusa l’istruttoria della domanda presentata, determinato l’onere del riscatto buonuscita, l’INPS elabora la delibera di riscatto che verrà inviata all’interessato prima, e successivamente all’Ente di servizio che ha inoltrato la domanda.

Il contributo di riscatto buonuscita potrà essere pagato nei seguenti modi:

1) con trattenute mensili sul cedolino per il periodo ammesso al riscatto (es. se il periodo di riscatto equivale ad 1 anno, le trattenute saranno per importo “x” in 12 mensilità); 2) con pagamento in unica soluzione attraverso l’uso dell’F24 semplificato fornito dall’INPS insieme alla delibera di riscatto. Il richiedente ha comunque 90 giorni di tempo per decidere eventualmente di rinunciare al pagamento del contributo previa comunicazione al proprio Ente che inoltrerà la richiesta all’INPS competente. Nel caso di “tacito” assenso allo scadere dei 90 giorni, l’INPS procederà alla comunicazione dei versamenti rateali dell’importo del contributo.

I pagamenti dei riscatti buonuscita hanno riflessi fiscali?

SI. I versamenti delle rate, oppure il pagamento in unica soluzione sono deducibili ai fini fiscali. Nel caso di trattenute mensili sul cedolino, in sede di conguaglio fiscale a febbraio di ogni anno, sarà il CUSI (il sostituto d’imposta) che opererà la deduzione dell’importo pagato a riscatto sull’imponibile IRPEF annuale consolidato. Nel caso di versamento in unica soluzione, l’interessato dovrà usufruire del mod. 730 per l’abbattimento degli oneri deducibili sull’imponibile IRPEF.

E’ conveniente riscattare i servizi ai fini della buonuscita?

La scelta di riscattare i servizi ai fini della buonuscita, poiché comportano il pagamento di un onere, è puramente soggettiva e va legata, spesso, alla sfera patrimoniale degli interessati che dovranno sostenere un costo immediato (pagamento unica soluzione), oppure prolungato nel tempo (rate nel breve/medio/lungo termine a seconda dei mesi ammessi a riscatto). La cosa certa è che l’onere per gli anni ammessi al riscatto è calcolato sullo stipendio rapportato al grado all’atto della domanda, mentre la buonuscita (T.F.S.) sarà calcolata sullo stipendio rapportato al grado rivestito all’atto del pensionamento. Ne consegue che se si paga il riscatto con un grado basso, si avrà la buonuscita, in genere, calcolata sul grado apicale in uscita a pensione.

Cosa avviene per i neo VSP che intendono chiedere il riscatto buonuscita?

Per capire cosa avviene per il personale che è stato immesso in servizio permanente negli ultimi anni, provenienti dai VFP4 in rafferma biennale, bisogna tener conto del fatto che il suddetto personale, per via delle tempistiche concorsuali legati al loro profilo di arruolamento, restano nella posizione di “precariato” per molti anni. Pertanto, volendo chiedere a riscatto per la buonuscita il periodo del pre-ruolo (calcolato per intero) che va dalla data di arruolamento alla data di iscrizione al fondo Opera di Previdenza, (che coincide con la decorrenza amministrativa dell’immissione in servizio permanente) si ritroveranno a dover pagare un contributo a riscatto buonuscita piuttosto oneroso in rapporto, mediamente, ad almeno 72-84 mesi di precariato. Il caso andrebbe valutato con la delibera dell’INPS elaborata, che si potrà sempre chiedere presentando la domanda tramite il proprio Ente di servizio e optare, in caso di costi non sostenibili, di non riscattare il pre-ruolo e chiedere a riscatto solo i servizi speciali nel limite dei 5 anni nell’arco della carriera.

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