“Ricorso confusionario”, così il Tar del Lazio ha disinnescato una bomba pronta a esplodere (dando ragione ad ASPMI)

Fonte immagine: Pixabay.com

In queste ore ASPMI, insieme a SAM Esercito e USMIA Interforze, ha pubblicato un comunicato stampa (che trovate in allegato) in risposta alla pubblicazione da parte del Tar del Lazio delle motivazioni che hanno portato al respingimento del ricorso presentato da un’altra Associazione, il SIAMO, di cui vi avevamo già parlato qui

È importante raccontare questo episodio in quanto mette in luce le reali motivazioni che talvolta spingono alcune organizzazioni a intraprendere azioni legali per meri scopi personali piuttosto che tutelare gli interessi dei propri iscritti. 

Cosa è successo

Ricordiamo, per chi non ne fosse ancora a conoscenza, che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal SIAMO, con il quale erano state messe in luce presunte pratiche antisindacali nel sistema di gestione delle deleghe. 

Questo ricorso, privo di ogni fondamento, avrebbe potuto minacciare l’operatività delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra i militari, rallentando o addirittura compromettendo la piena rappresentanza dei lavoratori in ambito militare. È importante ribadire quindi che questa decisione del Tar del Lazio è stata fondamentale ai fini del concretizzarsi del passaggio dalla rappresentanza ai sindacati, poiché ha disinnescato un attacco deplorevole che avrebbe potuto danneggiare la tutela di tutto il personale militare.

Perché il ricorso è stato respinto

Il ricorso presentato dal SIAMO è stato ritenuto confusionario e carente di prove concrete. Ad esempio, la contestazione riguardante il calcolo del montante su cui parametrare la trattenuta sindacale è stata smontata dai giudici del Tar del Lazio. Non solo non sono emersi episodi che dimostrino vantaggi ingiustificati da parte di altri sindacati, ma ne è risultato che addirittura alcune sigle sindacali hanno subito perdite di contributi per ogni mese di ritardo nell’attivazione del meccanismo, dimostrando la mancanza di una reale minaccia alla rappresentanza sindacale.

Cosa dovrebbe insegnare la sentenza

Questa sentenza dovrebbe essere di insegnamento per tutte le APCSM, nonché un monito per far sì che in futuro ci si concentri su battaglie più significative per la tutela dei militari. Auspichiamo che il SIAMO e altri sindacati possano orientarsi verso azioni più coerenti con la vera missione sindacale, mettendo da parte gli interessi personali e concentrando gli sforzi per ottenere maggiori diritti e una migliore valorizzazione economica per il personale militare.

Ricordiamoci sempre che il nostro impegno sindacale è fondamentale per garantire la difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori militari. Continueremo a lavorare duramente per ottenere risultati positivi per tutti voi.

Di seguito il testo integrale del comunicato.

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