Militari impiegati per Milano-Cortina, ASPMI: "Servono certezze su straordinari e indennità"

Come ASPMI riteniamo doveroso tornare immediatamente sul tema delle operazioni di sicurezza legate a Milano-Cortina, in particolare per quanto riguarda le forme di remunerazione...

Militari impiegati per Milano-Cortina, ASPMI: "Servono certezze su straordinari e indennità"

Come ASPMI riteniamo doveroso tornare immediatamente sul tema delle operazioni di sicurezza legate a Milano-Cortina, in particolare per quanto riguarda le forme di remunerazione riconosciute al personale militare impiegato nel dispositivo. A oggi, infatti, restano ancora diversi punti poco chiari che riguardano il trattamento economico dei militari impegnati da mesi in un servizio che, come da premesse, si sta rivelando particolarmente gravoso.

Il primo nodo riguarda la gestione delle risorse stanziate. Al momento, infatti, non è ancora chiaro in che modo queste verranno utilizzate per retribuire il personale. A oggi l’unica certezza riguarda le ore di straordinario, ma resta aperta una questione fondamentale: molti militari hanno già ampiamente superato le 55 ore mensili previste come limite ordinario. Abbiamo raccolto testimonianze di personale che è arrivato anche a 90 ore di straordinario in un mese. Ci chiediamo quindi se esistano davvero le risorse per coprire tutte queste ore di lavoro e, soprattutto, se ci sia la volontà di riconoscerle pienamente.

Un altro aspetto riguarda i volontari in ferma. Per loro, infatti, al momento non esiste ancora una certezza normativa sul pagamento degli straordinari, mentre in operazioni analoghe - come Strade Sicure - questo riconoscimento è previsto. Estendere lo stesso principio anche al personale impiegato per Milano-Cortina sarebbe una scelta di buonsenso, ma ad oggi manca ancora un quadro normativo chiaro.

Questa situazione è difficilmente accettabile. I militari sono impegnati sul campo da mesi, con turni e carichi di lavoro particolarmente pesanti, e continueranno a garantire il loro servizio almeno fino al 20 marzo. Nonostante questo, manca ancora una definizione precisa delle modalità con cui verranno retribuiti.

A ciò si aggiunge un’altra questione tutt’altro che secondaria: l’assenza di una specifica indennità per il personale impiegato nell’operazione. Anche su questo punto non sono arrivate risposte: ci chiediamo quindi se si voglia davvero riconoscere il valore del lavoro svolto oppure se, ancora una volta, si preferisca chiedere sacrifici al personale senza prevedere adeguati strumenti di valorizzazione economica.

È anche da situazioni come questa che nascono le difficoltà nel trattenere i giovani militari nelle Forze Armate. Sempre più spesso chi indossa l’uniforme guarda ad altri corpi dove condizioni e trattamenti risultano più chiari e, in molti casi, più favorevoli. È quindi legittimo domandarsi se il sistema stia davvero facendo tutto il possibile per valorizzare il personale oppure se, al contrario, stia contribuendo a penalizzarlo.

A rendere ancora più evidente la criticità della situazione è il confronto con quanto previsto per le forze di polizia. Per lo svolgimento dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026, il governo ha infatti stanziato circa 50 milioni di euro destinati alla sicurezza, risorse che comprendono il pagamento del lavoro straordinario e delle indennità di ordine pubblico per circa 6.000 operatori delle forze di polizia impiegati nelle varie sedi olimpiche. Le modalità di erogazione e i limiti previsti per il personale impiegato a Cortina d’Ampezzo e negli altri siti dei Giochi sono stati inoltre definiti attraverso specifiche circolari ministeriali emanate a gennaio 2026.

Secondo ASPMI, però, il problema nasce proprio qui: mentre per il personale delle forze di polizia esiste un quadro chiaro di risorse e modalità di pagamento, per i militari impegnati nello stesso dispositivo di sicurezza non sono state previste analoghe misure aggiuntive. Una situazione che consideriamo profondamente ingiusta, perché crea una disparità di trattamento tra operatori che svolgono funzioni di sicurezza analoghe nello stesso contesto operativo.

Da qui la richiesta di un intervento immediato da parte del Ministero della Difesa per correggere una vera e propria iniquità.

Perché una cosa è certa: se le attività legate alle Olimpiadi invernali stanno procedendo con efficienza e sicurezza, gran parte del merito va proprio ai militari che ogni giorno assicurano il corretto svolgimento delle operazioni. Ed è giusto che questo impegno venga riconosciuto anche sul piano economico.