Alloggi gratuiti solo per i Carabinieri, ASPMI attacca: “Ancora una volta l’Esercito resta escluso”

Con il decreto-legge 24 febbraio 2026 n. 23, il cosiddetto “DL Sicurezza”, il Governo è intervenuto anche su una materia che riguarda direttamente la vita quotidiana del persona...

Alloggi gratuiti solo per i Carabinieri, ASPMI attacca: “Ancora una volta l’Esercito resta escluso”

Con il decreto-legge 24 febbraio 2026 n. 23, il cosiddetto “DL Sicurezza”, il Governo è intervenuto anche su una materia che riguarda direttamente la vita quotidiana del personale in uniforme: quella degli alloggi di servizio. Una modifica apparentemente tecnica, contenuta nell’articolo 20 del provvedimento, rischia infatti di produrre effetti particolarmente rilevanti sul piano del welfare militare e dell’equità tra le diverse componenti dello strumento militare.

La norma ha modificato il Testo unico dell’ordinamento militare abrogando l’articolo 383 e attribuendo al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri il potere di individuare, con propria determinazione, gli incarichi per i quali spetta l’assegnazione degli alloggi di servizio gratuiti (quando connessi all’incarico). Si tratta di un cambiamento rilevante perché supera il precedente sistema fondato su elenchi rigidi definiti a livello normativo, introducendo invece un modello più flessibile e aderente alle esigenze operative.

Come ASPMI non possiamo non evidenziare che questa scelta rappresenta, sotto molti aspetti, un passo in avanti. La possibilità di adeguare in modo dinamico l’assegnazione degli alloggi alle reali necessità di servizio, alla sicurezza delle infrastrutture e alla funzionalità dei reparti è una esigenza che segnaliamo da anni, in quanto garantire la costante presenza di determinate figure chiave nelle sedi operative incide direttamente sull’efficienza dello strumento militare e sulla tutela del personale stesso.

Proprio per questo motivo riteniamo che il principio introdotto dal decreto non possa rimanere limitato a una sola componente. Oggi, infatti, per il personale delle altre Forze Armate la disciplina degli alloggi connessi all’incarico continua a essere regolata da procedure più rigide e spesso non consente di assicurare le stesse condizioni, anche sotto il profilo economico. In molti casi, a parità di responsabilità e di esigenze di servizio, si determinano differenze che il personale percepisce come ingiustificate.

Il tema è quello di affermare un principio di equità e di coerenza del sistema. Se la flessibilità nella gestione degli alloggi di servizio viene riconosciuta come funzionale all’efficienza operativa e alla sicurezza, allora tale impostazione deve valere per l’intero comparto Difesa. È necessario evitare che si creino trattamenti differenziati che rischiano di alimentare tensioni e senso di disparità tra uomini e donne che svolgono funzioni analoghe al servizio dello Stato.

Il decreto è attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge. È quindi questo il momento giusto per aprire una riflessione e per intervenire con eventuali correttivi che possano estendere il principio introdotto anche alle altre Forze Armate.

Come ASPMI riteniamo che questa sia un'occasione importante per migliorare le condizioni di vita del personale e per rafforzare l’efficacia complessiva dello strumento militare.