La categoria dei graduati nelle Forze Armate è gerarchicamente intermedia tra quella dei sottufficiali e quella dei militari di truppa, di cui fanno parte i volontari (VFI e VFT). Il passaggio nel ruolo dei graduati segna un momento importante per i volontari, che si affacciano così alla carriera militare nell’Esercito Italiano. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Per l’accesso alla categoria dei graduati ci sono tre differenti strade, in particolare:
immissione nel servizio permanente;
immissione nel ruolo dei volontari in servizio permanente (VSP);
chiamata diretta nominativa.
La prima tipologia di accesso si riferisce ai militari con grado di Graduato nel ruolo di volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4) in rafferma biennale. In questo caso il grado di graduato viene conseguito alla data di ammissione alla rafferma, previo un giudizio di idoneità. Anche per questo, ASPMI monitora con attenzione la situazione delle rafferme, tenendo presente che dal 2025 si passa definitivamente a un nuovo modello. Chi ha terminato il periodo come VFP1 o VFP4 potrà infatti partecipare al prossimo concorso come VFT, che dopo un ulteriore triennio di formazione consente il passaggio a effettivo.
In ogni caso, l’accesso alla categoria dei graduati può avvenire anche per chiamata diretta nominativa dei parenti prossimi del personale delle Forze Armate deceduto o divenuto permanente inabile al servizio militare a causa di lesioni riportate durante missioni internazionali di pace o attività operative. Per l’immissione di queste particolari categorie protette, nei limiti delle vacanze organiche, bisogna comunque superare un apposito corso propedeutico ed essere in possesso dei requisiti psicofisici.
Infine, il passaggio a graduati può avvenire anche tramite concorso interno riservato ai volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4) o triennale (VFI) per l’immissione nel ruolo di volontari in servizio permanente (VSP).
Il ruolo di volontari in servizio permanente (VSP) è il primo ruolo in ordine gerarchico che costituisce un rapporto d’impiego a tempo indeterminato con l’amministrazione militare. Come tale, è un obiettivo importante per i volontari, in termini di crescita professionale e stabilità economica.
Il concorso interno, di norma su base annuale, è riservato alle seguenti categorie:
VFP4 al termine della ferma quadriennale;
VFT al termine della ferma triennale;
VFP4 o VFT reclutati in qualità di atleta.
Per accedere al concorso i volontari devono rispettare alcuni requisiti fondamentali:
essere compresi tra i destinatari del concorso;
non essere sottoposti a procedimenti disciplinari da cui potrebbero derivare sanzioni di stato;
aver riportato una qualifica “nella media” (o corrispondente) o superiore negli ultimi 12 mesi di servizio.
Si fa presente che per partecipare è sufficiente il diploma di istruzione secondaria di primo grado, ovvero la licenza media, ma si tratta di un concorso per titoli. La determinazione del punteggio per la formazione della graduatoria dipende quindi anche da eventuali titoli di studio, ma non solo. Concorrono alla formazione del punteggio:
valutazioni caratteristiche;
ricompense e onorificenze;
sanzioni disciplinari (applicate in senso penalizzante);
attestati;
brevetti;
abilitazioni;
conoscenza di una o più lingue straniere (si ricorda che i nostri tesserati hanno accesso a corsi scontati);
missioni sul territorio nazionale o estero.
A parità di punteggio con i titoli di precedenza e di merito viene data precedenza ai candidati con minore età anagrafica. Al termine della procedura concorsuale, i vincitori sono immessi nel ruolo e promossi al ruolo di Graduato con decorrenza dal giorno successivo al termine della ferma. L’anzianità viene determinata secondo i titoli acquisiti e il rendimento nel periodo di servizio prestato come volontario.
Può così cominciare anche l’avanzamento nella categoria dei graduati, di seguito sintetizzato.
Graduato: all’ammissione del ruolo VSP.
Graduato scelto: ad anzianità dopo 1 anno nel servizio permanente come Graduato per il personale già transitato nel ruolo VSP, previo giudizio di idoneità.
Graduato capo: ad anzianità dopo 5 anni nel ruolo di Graduato scelto, sempre previo giudizio di idoneità.
Primo graduato: ad anzianità dopo 4 anni nel ruolo di Graduato capo, previo giudizio di idoneità.
Graduato aiutante: ad anzianità dopo 5 anni nel grado apicale di Primo graduato.
I VSP possono anche partecipare ai concorsi per il transito verso altre categorie, partecipando agli appositi concorsi e percorsi formativi.