Esercito Italiano, niente trasporti pubblici gratuiti in Emilia Romagna. ASPMI pronta a dare battaglia

Fonte immagine: Pixabay.com

La Regione Emilia Romagna, nonostante i passi avanti fatti nelle ultime settimane per merito del lavoro svolto dal Comando Militare Esercito dell’Emilia Romagna, ha deciso di non estendere ai militari il diritto alla gratuità dei mezzi pubblici di trasporto. 

Nel rispondere alla richiesta avanzata dal CME, la Regione ha negato la possibilità di rendere i trasporti regionali gratuiti al personale dell’Esercito Italiano, di fatto legittimando una disparità di trattamento sul territorio italiano dal momento che altre Regioni, con buon senso in quanto consapevoli dei vantaggi in termini di sicurezza che una tale misura comporta, hanno preso una decisione differente a vantaggio dei militari. 

Nel dettaglio, dalla Regione Emilia Romagna ci tengono a precisare che dal momento che qualunque misura che preveda forme di gratuità dei titoli di viaggio influisce sull’equilibrio economico dei contratti con obbligo di servizio per trasporto pubblico bisogna prestare attenzione a garantire la sostenibilità

A tal proposito, la Regione non intende aggiungere alcuna categoria rispetto alle Forze dell’ordine già indicate dall’articolo 16 della Legge dell’1 aprile 1981, n. 121 nella quale viene disciplinata la fruizione gratuita, o comunque a un costo ridotto, dei mezzi pubblici.

Pertanto, la Regione Emilia Romagna ritiene che per l’estensione di tale diritto nei confronti dei militari dell’Esercito Italiano servirebbe un intervento da parte del governo nazionale. Una pretesa che riteniamo essere più uno scarico di responsabilità: come dimostrato da quelle regioni, vedi SiciliaLombardia, Piemonte, Lazio e Abruzzo, che hanno riconosciuto la gratuità dei mezzi pubblici anche in favore dell’Esercito Italiano, non serve alcuna modifica alla legge nazionale per prevedere una tale agevolazione. 

Basterebbe la volontà politica che a quanto pare in Emilia Romagna non c’è. Così come non sembra esserci quella riconoscenza che sarebbe doverosa nei confronti di una Forza Armata impiegata in tutte le ultime situazioni di allerta che si sono verificate nel territorio emiliano, compresa l’alluvione del 2023 dove il personale dell’Esercito Italiano non ha fatto mancare il proprio fondamentale apporto per la gestione della crisi. 

Senza dimenticare che tra le migliaia di militari presenti in Emilia Romagna ce ne sono diversi che sono impiegati nell’Operazione Strade Sicure per la difesa delle città e, paradossalmente, delle stazioni stesse. 

Piuttosto che chiedere un intervento nazionale, che comunque auspichiamo in quanto eviterebbe disparità di trattamento sui territori, la Regione Emilia Romagna dovrebbe prendersi la responsabilità della propria decisione spiegando per quale motivo quando c’è da riconoscere una tutela, di cui tra l’altro godrebbero anche i cittadini visto il vantaggio certificato di avere militari a bordo dei mezzi assicurandone la sicurezza, viene fatta una distinzione tra Forze Armate e di Polizia per quanto, chi in un modo chi un altro, siano tutti impiegati allo stesso modo e con il medesimo impegno nelle attività di tutela del territorio. 

Confidando che l’Amministrazione possa tornare sui propri passi, ASPMI continuerà a seguire la vicenda dando forza al lavoro del Comando Militare dell’Esercito che da mesi sta tentando di raggiungere questo importante risultato.