In queste settimane, come ASPMI, stiamo ricevendo ogni giorno decine di richieste dai colleghi impiegati nei servizi di supporto e sicurezza legati a Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. La domanda è sempre la stessa: come verremo pagati? Quale indennità è prevista?
E la verità è che oggi facciamo fatica a dare una risposta vista la mancanza di una cornice normativa chiara. L’incertezza riguarda proprio ciò che dovrebbe essere definito prima di ogni impiego: compensi, indennità, modalità di riconoscimento economico, tempi di liquidazione. Un vuoto informativo che, a quanto risulta, non riguarda solo i militari sul terreno, ma che sembra coinvolgere anche i vertici dell’amministrazione.
Quando non ci sono regole chiare, il rischio è sempre lo stesso: che l’eccezionalità dell’impegno si traduca, nei fatti, in compensi bassi e non adeguati. E questo non è accettabile.
È una situazione che riteniamo ingiusta. Parliamo di circa mille militari dell’Esercito impiegati in attività di supporto logistico, vigilanza, controllo del territorio e concorso alla sicurezza, compiti che consentono il regolare svolgimento di un evento internazionale destinato a generare un indotto economico rilevante per il Paese. Uomini e donne che lavorano per settimane lontano da casa, con ritmi serrati e responsabilità elevate, ma che continuano a essere inquadrati in schemi pensati per contesti ordinari, non per un appuntamento straordinario come questo.
A questo si aggiungono alcune criticità logistiche che non possiamo ignorare. Abbiamo appreso, infatti, che alla partenza molti colleghi non disponevano neppure dell’attrezzatura adeguata per operare in ambiente montano e invernale: dotazioni essenziali come tute da sci, guanti tecnici e capi termici sono arrivate solo in un secondo momento. Con colpevole ritardo aggiungiamo.
Per questo chiediamo al Governo un intervento rapido e mirato. Non si può continuare ad appoggiarsi a norme nate per la normale attività operativa. Milano-Cortina non è un servizio qualsiasi: è un evento straordinario, con visibilità internazionale, che richiede uno sforzo fuori dall’ordinario. Serve quindi un’indennità ad hoc, pensata per remunerare in modo corretto il lavoro svolto, riconoscendo il valore del contributo offerto dai militari, tanto dai volontari quanto dai graduati. Oltre poi alla necessità di prevedere delle fasce di anzianità.
Se l’evento produce benefici per il territorio e per l’economia nazionale, è giusto che anche chi ne garantisce la sicurezza venga trattato in modo adeguato. Oggi il trattamento riservato al personale non è all’altezza delle responsabilità assunte: che si agisca subito per rimediare.



