Come ASPMI, nel pieno delle prerogative riconosciute alle APCSM e con spirito di leale collaborazione istituzionale, abbiamo trasmesso una comunicazione allo Stato Maggiore dell’Esercito per segnalare alcune criticità emerse dall’analisi della Direttiva 6021 (edizione 2025), relativa a specializzazioni, incarichi e posizioni organiche dei Sottufficiali.
Riteniamo infatti che la qualifica apicale del ruolo Sergenti, quella di Sergente Maggiore Aiutante, debba essere pienamente valorizzata sul piano professionale e funzionale, in coerenza con quanto previsto dal quadro normativo vigente.
Dall’esame del testo, infatti, abbiamo rilevato una possibile mancata armonizzazione tra le previsioni della direttiva e le disposizioni del Codice dell’ordinamento militare, che attribuiscono a questa figura compiti di coordinamento e controllo di particolare rilievo, superando una visione meramente esecutiva del ruolo.
A nostro avviso, il rischio è che tali funzioni non trovino adeguato riconoscimento negli impieghi e negli incarichi previsti, con conseguenze sulla progressione professionale, sulla motivazione e sul giusto riconoscimento dell’esperienza maturata dai colleghi che raggiungono l’apice della carriera nel ruolo Sergenti. Le riforme degli ultimi anni hanno chiaramente indicato la necessità di evitare la stagnazione nelle qualifiche apicali e di assicurare percorsi dinamici e coerenti con le responsabilità assunte; per questo riteniamo fondamentale che anche gli atti applicativi riflettano pienamente questo principio.
A tal proposito, nella nostra nota abbiamo quindi chiesto un incontro con i competenti organi dello Stato Maggiore, con l’obiettivo di approfondire la questione e verificare insieme eventuali correttivi o chiarimenti interpretativi, nell’interesse sia del personale che dell’efficienza dell’Istituzione. Saremo ovviamente attenti all’evoluzione del confronto e a tenere informati i nostri tesserati, perché la valorizzazione del Sergente Maggiore Aiutante è un tema fondamentale dal momento che interessa il futuro di molti Sottufficiali dell’Esercito.



