Concorso ufficiali ruolo speciale, ASPMI scrive alla Direzione: “Serve riallineare il limite d’età”

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Da giorni, all’interno della Forza Armata, si discute del nuovo bando per il reclutamento degli ufficiali nei ruoli speciali. Anche noi di ASPMI abbiamo analizzato con attenzione il testo e abbiamo deciso di intervenire formalmente, scrivendo – insieme al SAM Esercito – alla Direzione Generale del Personale Militare per segnalare un punto che riteniamo fondamentale: il limite di età scelto dall’Amministrazione è molto più basso rispetto a quello consentito dalla legge.

La nostra osservazione nasce da una semplice constatazione. L’articolo 2196-bis del Codice dell’Ordinamento Militare, introdotto dal correttivo al riordino delle carriere (D.Lgs. 173/2019), permette – in via transitoria fino al 31 dicembre 2033 – di elevare fino a 52 anni la soglia anagrafica per partecipare ai concorsi interni che consentono il transito nei ruoli speciali.

È vero che non si tratta di un obbligo ma di una facoltà che il legislatore ha previsto proprio per ampliare le opportunità di avanzamento per il personale con una lunga esperienza alle spalle, tuttavia nel bando pubblicato quest’anno si è scelta un’impostazione più restrittiva, fissando un limite molto inferiore. Una scelta che, pur legittima sul piano formale, si discosta nettamente dalla logica alla base del riordino e, soprattutto, rischia di escludere colleghi che hanno maturato professionalità e competenze preziose per la Forza Armata.

A tal proposito, nella nostra lettera abbiamo evidenziato che un limite così basso non giova né all’equità interna né alla valorizzazione delle carriere, principi che amministrazione e rappresentanze hanno più volte indicato come prioritari. È una selezione che finisce per penalizzare chi, pur avendo il profilo adeguato, viene tagliato fuori per un margine anagrafico che la stessa normativa consentirebbe di ampliare.

Per questo abbiamo chiesto alla Direzione Generale di riconsiderare l’impostazione adottata: se non sarà possibile intervenire su questo bando, riteniamo comunque necessario che perlomeno il prossimo recepisca pienamente le possibilità offerte dall’art. 2196-bis, così da ristabilire un equilibrio più coerente tra norme e percorsi di carriera.

Come anticipato, la nostra valutazione è condivisa anche dal Sindacato Autonomo dei Militari (SAM), che ha espresso sostegno alla richiesta, a dimostrazione di come la sinergia tra Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari è fondamentale al fine del raggiungimento dei risultati.