Nel confronto per il prossimo rinnovo contrattuale, ASPMI intende aprire una discussione su un tema che riguarda da vicino la vita di molti militari: l’adeguamento dell’indennità di trasferimento.
Ogni anno numerosi colleghi vengono spostati d’autorità verso una nuova sede di servizio, spesso lontana dalla residenza abituale. Il trasferimento comporta spese immediate per l’alloggio, per il trasloco, per l’organizzazione familiare e, in molti casi, per il mantenimento di due abitazioni per un periodo prolungato. A fronte di questi costi, gli importi previsti dalla normativa risultano fermi da anni e non riflettono più l’aumento dei canoni di locazione e del costo della vita, specialmente nelle grandi città.
La disciplina attuale, contenuta nella legge n. 86 del 2001, ancora nota come ex legge 100, riconosce un’indennità mensile calcolata sulle diarie di missione per i primi 2 anni di permanenza nella nuova sede, con una riduzione in caso di alloggio di servizio e con la possibilità, in alternativa, di optare per il rimborso parziale dell’affitto entro un tetto massimo fissato oltre vent’anni fa. Si tratta di valori che oggi coprono solo in parte le spese effettivamente sostenute.
Anche la durata del beneficio merita una revisione. Due o tre anni rappresentano spesso un periodo insufficiente per assorbire l’impatto economico di uno spostamento che coinvolge l’intero nucleo familiare, soprattutto quando i figli frequentano scuole diverse o quando il coniuge deve rinunciare o sospendere il proprio lavoro.
Per queste ragioni ASPMI proporrà al tavolo contrattuale un aggiornamento degli importi, legato all’andamento reale dei costi abitativi, e un’estensione del periodo di erogazione, così da garantire una tutela più adeguata a chi viene trasferito per esigenze dell’Amministrazione. L’obiettivo è rendere la misura coerente con le condizioni attuali e con le difficoltà che il personale incontra ogni volta che cambia sede.
Portare avanti richieste di questo tipo richiede però una rappresentanza ampia. La forza negoziale dipende dal numero degli iscritti e dalla capacità di presentarsi al confronto con il sostegno del personale. Per questo invitiamo chi ancora non lo ha fatto ad avvicinarsi ad ASPMI: più colleghi scelgono di tesserarsi e maggiore sarà il peso delle nostre proposte nelle trattative.
L’indennità di trasferimento riguarda diritti, tutele e qualità della vita. È su questi aspetti che vogliamo concentrare il prossimo confronto contrattuale.



