Nella giornata di oggi ASPMI ha partecipato, insieme alle sole Associazioni Professionali a carattere sindacale tra militari che hanno raggiunto la soglia di rappresentatività, al primo incontro ufficiale per il rinnovo del contratto del personale militare relativo al triennio 2025-2027.
Un appuntamento importante, che – va detto – segna un passaggio che non era scontato: per la prima volta la trattativa contrattuale prende avvio prima della conclusione del triennio in corso. Un segnale che abbiamo accolto con favore, perché consente finalmente di lavorare con tempi adeguati e con la possibilità di affrontare i nodi strutturali che da anni attendono soluzioni, e che dimostra quanto il lavoro svolto dai sindacati in questo periodo sia stato comunque fondamentale.
All’incontro hanno preso parte il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano.
Il ministro Zangrillo ha aperto l’incontro esprimendo soddisfazione per l’avvio anticipato della trattativa e ha confermato l’attenzione riservata al comparto Difesa e Sicurezza, al quale è stata assegnata una quota pari al 27% delle risorse complessive. È stato indicato un incremento contrattuale del 5,4% e la volontà di definire meglio le condizioni operative in cui il personale svolge il proprio servizio, con l’obiettivo dichiarato di chiudere il percorso contrattuale entro la fine del 2026. Un’impostazione confermata anche dal sottosegretario Albano.
Nel suo intervento, il ministro Crosetto ha richiamato con alcune priorità che ASPMI considera centrali: la necessità di recuperare il potere d’acquisto eroso negli ultimi anni, l’importanza di destinare le risorse al trattamento economico fisso e continuativo evitando frammentazioni sull’accessorio, l’attenzione alla specificità militare, il miglioramento complessivo del benessere del personale e un metodo di collaborazione costruttiva. È stato inoltre sottolineato il tema del rafforzamento del pilastro contributivo, elemento che si intreccia direttamente con il futuro previdenziale del personale in uniforme.
Sul fronte previdenziale ci sono importanti conferme su quello che è da sempre il nostro programma: il ministro Piantedosi ha infatti ribadito la necessità di una previdenza dedicata per il comparto, tema che ASPMI considera non più rinviabile.
Nel corso dell’incontro è intervenuto, ovviamente, anche il Segretario Generale di ASPMI, Francesco Gentile, che ha innanzitutto ringraziato il Governo per l’apertura del tavolo e per l’avvio di un confronto che riteniamo necessario e urgente.
Abbiamo però evidenziato con altrettanta chiarezza che questo contratto nasce già orfano della specificità. L’incremento del 5,4% riguarda esclusivamente la parte fissa e, se una quota rilevante delle risorse venisse concentrata sui compensi accessori, non si raggiungerebbe nemmeno l’incremento salariale minimo necessario a garantire una reale tutela del potere d’acquisto. Per questo abbiamo chiesto uno sforzo ulteriore al Governo affinché le risorse per la specificità trovino finalmente una collocazione strutturale all’interno di questa tornata contrattuale.
Abbiamo inoltre ricordato che nella precedente stagione contrattuale è stato avviato un percorso specifico per le Forze armate sullo straordinario e sui compensi forfettari. Un cammino che non può restare incompiuto e che deve trovare una soluzione definitiva proprio in questo contratto, nel rispetto degli impegni già assunti.
Un altro nodo centrale resta il Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali. Oggi il FESI per le Forze armate è sottodimensionato rispetto a quello delle Forze di polizia e non risponde alle reali esigenze operative. È arrivato, pertanto, il momento di trovare una soluzione per incrementarlo, anche valutando una revisione della normativa vigente. Per ASPMI è fondamentale che il FESI venga pensato tenendo conto delle specificità delle singole Forze armate, superando un approccio uniforme che non rispecchia le diverse realtà operative.
Infine, abbiamo ribadito l’urgenza di completare il percorso sull’agibilità sindacale. Le modifiche alla legge 46, già discusse e da tempo ferme, sono indispensabili per garantire alle Associazioni sindacali militari la piena possibilità di operare, lavorare per l’Amministrazione e tutelare in modo efficace il personale.
ASPMI è pronta ad aprire immediatamente i tavoli tecnici e ha chiesto che le convocazioni avvengano senza ulteriori rinvii. La disponibilità al confronto c’è, ma ora servono scelte politiche chiare e risorse adeguate dal momento che questo nuovo contratto dovrà rappresentare un vero cambio di passo per il personale militare, sul piano economico, previdenziale e dei diritti sindacali. Su questo, come ASPMI, non siamo disposti a fare passi indietro.



