Home Primo piano Rinnovo di contratto, si parte. Convocazione arrivata, ecco i nostri obiettivi

Rinnovo di contratto, si parte. Convocazione arrivata, ecco i nostri obiettivi

Finalmente entra nel vivo la trattativa per il rinnovo del contratto 2025-2027. Con la convocazione ufficiale per l’avvio delle procedure negoziali, fissata per lunedì 26 gennaio 2026 alle ore 10.00 presso  la sede di Palazzo Vidoni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si apre formalmente il confronto sul nuovo triennio contrattuale per il personale del Comparto Sicurezza-Difesa. Come sempre, vi terremo aggiornati su ogni singolo incontro, anche attraverso i video degli interventi del Segretario Generale Francesco Gentile, già fortemente motivato a riprendere il lavoro da dove ci eravamo lasciati.

Come ASPMI, abbiamo sempre considerato il rinnovo 2025-2027 come il naturale completamento del triennio precedente, con l’obiettivo di utilizzare al meglio le risorse stanziate nelle Leggi di Bilancio 2025 e 2026 per recuperare quella parte di potere d’acquisto che non è stato possibile restituire nel triennio 2022-2024, segnato da un’inflazione eccezionalmente elevata (8,1%, 5,4% e 1,0%). Oggi il contesto macroeconomico è diverso: con l’indice dei prezzi tornato sotto controllo, intervenire sul fronte retributivo non dovrebbe rappresentare un problema. 

Molto dipenderà però dalla posizione che assumerà l’Amministrazione e, soprattutto, da come verranno distribuite le risorse tra parte fissa e parte accessoria, affinché il personale militare possa ottenere il miglior aumento possibile a parità di stanziamenti. Questo è sempre stato il nostro obiettivo: lottare anche per un solo euro in più, senza arretrare di un passo.

In questo quadro, la nuova contrattazione dovrà partire dagli impegni già assunti e puntare a migliorare le condizioni economiche e professionali dei militari. Chiederemo innanzitutto la cancellazione del compenso forfetario di guardia, da sostituire con uno strumento più equo e coerente con le reali esigenze operative. Sarà centrale anche la tutela delle indennità di impiego operativo, per evitare che il passaggio a un ruolo superiore o al servizio permanente comporti penalizzazioni economiche. Altrettanto necessario sarà valorizzare l’anzianità di servizio e i gradi apicali, con particolare attenzione ai Marescialli provenienti da altri ruoli, attraverso nuovi strumenti retributivi o la revisione di quelli esistenti. Un punto fondamentale riguarda poi l’istituzione di una previdenza dedicata ai militari, capace di garantire maggiore sicurezza economica anche dopo il congedo.

Tra le priorità figurano inoltre l’armonizzazione delle norme sull’orario di servizio, il riconoscimento del recupero della giornata non lavorativa per chi effettua turni a cavallo, l’estensione della licenza straordinaria ai periodi di astensione legati ai protocolli di procreazione medicalmente assistita e l’introduzione di forme di flessibilità oraria individuale per situazioni di disagio personale o familiare. 

Infine, chiederemo l’avvio di uno studio per la razionalizzazione delle indennità operative, con l’obiettivo di migliorare il trattamento economico del personale impiegato in contesti ad alta intensità. Siamo consapevoli che questi punti rappresentano solo una parte del lavoro da portare avanti, ma siamo altrettanto convinti che il rinnovo 2025-2027 possa e debba rappresentare un passaggio decisivo per colmare le disuguaglianze e restituire pieno valore alla specificità del ruolo dei militari.

Quelli elencati rappresentano solo una parte degli obiettivi che intendiamo portare avanti nel corso della nuova contrattazione. Tuttavia, prima di entrare nel vivo del confronto, riteniamo doveroso fare un passaggio preliminare. Desideriamo innanzitutto ringraziare il Ministro Zangrillo per la scelta di aprire tempestivamente il tavolo negoziale, dando un segnale di attenzione e di disponibilità al dialogo.

Allo stesso tempo, chiediamo al Ministro se sia a conoscenza del fatto che un impegno da lui personalmente assunto e formalizzato con la propria firma, relativo alla suddivisione dello straordinario, non risulta ancora pienamente rispettato. Siamo certi e fiduciosi che non ne sia stato informato e proprio per questo riteniamo corretto segnalarlo sin da subito, nella convinzione che la trasparenza sia la base di un confronto serio.

Per noi di ASPMI iniziare questa contrattazione con il piede giusto significa anche partire dal rispetto degli impegni già presi. È con questo spirito, collaborativo ma fermo, che chiediamo di dare piena attuazione a quanto concordato, rafforzando così quella fiducia reciproca che è condizione indispensabile per un percorso negoziale efficace.

Ministro, ne è a conoscenza? Possiamo avviare questa contrattazione nel segno della coerenza e della credibilità, nel rispetto degli impegni assunti non solo con le rappresentanze sindacali, ma soprattutto con il personale militare che da quei patti attende risposte?

Va detto comunque che per raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno di voi. Più ASPMI è forte, più la nostra voce pesa ai tavoli negoziali. Iscriversi significa sostenere una rappresentanza competente e determinata, che difende ogni giorno i diritti del personale militare e li assiste per ogni esigenza. Solo insieme possiamo trasformare le rivendicazioni in risultati, non attendere oltre: questo rinnovo è la nostra opportunità, non sprechiamola.

ASPMI
Associazione Sindacale Professionisti Militari
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