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Strade Sicure, servono scelte chiare e risorse adeguate. ASPMI e SAM sostengono la posizione del ministro Crosetto

Fonte: Wikicommons

Il dibattito politico riaccesosi in questi giorni sull’Operazione Strade Sicure rischia ancora una volta di concentrarsi sugli slogan, perdendo di vista il nodo centrale della questione: il ruolo delle Forze Armate e la necessità di valorizzare il lavoro svolto quotidianamente dai militari impiegati sul territorio nazionale.

Come ASPMI e SAM Esercito riteniamo condivisibile e responsabile la posizione espressa dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che non mette in discussione l’utilità dell’operazione, ma richiama un principio fondamentale: la sicurezza del Paese non può poggiare indefinitamente su un impiego emergenziale delle Forze Armate senza un adeguato investimento di risorse.

L’Operazione Strade Sicure, nata nel 2008, ha progressivamente ampliato i propri compiti, trasformandosi di fatto in un presidio strutturale della sicurezza urbana. I militari dell’Esercito garantiscono ogni giorno la presenza armata in stazioni, obiettivi sensibili, aree urbane complesse e grandi eventi, spesso in condizioni operative non semplici e con carichi di lavoro prolungati nel tempo. È però evidente che questo impiego, così come oggi configurato, non può essere considerato una soluzione definitiva né tantomeno a costo zero.

Il ministro Crosetto ha posto una questione di merito che come rappresentanze del personale non possiamo ignorare: utilizzare le professionalità migliori per ciascun compito e non sottrarre risorse alla funzione primaria delle Forze Armate, che resta la difesa dello Stato. Allo stesso tempo, ha chiarito che eventuali scelte diverse competono al Parlamento, chiamato ad assumersi la responsabilità politica di rifinanziare l’operazione e, soprattutto, di rafforzare gli organici delle Forze di polizia, in particolare dell’Arma dei Carabinieri, affinché possano progressivamente subentrare nei compiti di controllo del territorio.

Il punto vero, troppo spesso rimosso dal confronto pubblico, è che finora Strade Sicure è stata sostenuta senza un investimento adeguato sul personale militare. Le indennità riconosciute non sono proporzionate ai sacrifici richiesti, le tutele sono insufficienti e il riconoscimento professionale resta largamente simbolico. A questo si aggiunge una programmazione delle risorse che continua a penalizzare l’Esercito anche in contesti di massimo impegno.

Emblematico è il caso delle Olimpiadi Milano-Cortina: al momento sono state previste risorse dedicate esclusivamente alle Forze di polizia, mentre per l’Esercito – che sarà inevitabilmente chiamato a garantire sicurezza, supporto logistico e presidio del territorio – non risultano stanziamenti specifici. Una scelta che consideriamo miope e che conferma come il contributo dei militari venga dato per scontato, anziché riconosciuto e valorizzato.

ASPMI e SAM Esercito ribadiscono quindi la necessità di uscire da una logica emergenziale e di affrontare il tema Strade Sicure con serietà e visione di lungo periodo. Se l’operazione deve continuare allora servono risorse aggiuntive, come pure un adeguamento delle indennità, maggiori tutele e un chiaro riconoscimento del ruolo svolto dai militari. In caso contrario, si abbia il coraggio di avviare un percorso graduale e strutturato che restituisca alle Forze Armate la piena disponibilità delle proprie capacità operative.

Sostenere la posizione del ministro Crosetto significa, per noi, difendere la dignità professionale dei militari e pretendere che la sicurezza del Paese non venga garantita scaricando costi e responsabilità su chi già opera con senso del dovere e spirito di servizio. Su questo terreno, come rappresentanze del personale, non abbiamo intenzione di abbassare la voce. 

 

ASPMI
Associazione Sindacale Professionisti Militari