In questi giorni la trattativa per il rinnovo del contratto del comparto Difesa e Sicurezza è andata avanti, sia per quanto riguarda la parte normativa che per quella economica.
Alcuni passi in avanti sono stati fatti e, sul piano del trattamento economico, le ultime tabelle confermano importi sostanzialmente in linea con quelli dell’ultimo rinnovo contrattuale, riferito al triennio 2022-2024.
Si parla, a partire dal grado di graduato, di un incremento di circa 100 euro netti, destinato poi a salire per i gradi successivi. Si tratta di un aumento che consente un parziale recupero del potere d’acquisto, ma che non può essere considerato sufficiente rispetto alle esigenze reali del personale militare.
A oggi, le risorse disponibili sono state distribuite per il 94% sul trattamento fisso e per il 6% sul trattamento accessorio, di cui gran parte di questa percentuale verrà destinata al FESI. Un’impostazione che permette di dare una risposta immediata ai colleghi, ma che non esaurisce il tema centrale: il riconoscimento della specificità militare.
Per questo ASPMI intende fare un patto chiaro con i propri iscritti: la firma sul rinnovo del contratto potrà arrivare solo se il Governo deciderà di metterci espressamente la faccia, assumendosi impegni precisi sui temi che in questi giorni abbiamo posto con forza al centro del confronto.
Le condizioni sono tre.
La prima riguarda lo stanziamento di ulteriori risorse nella prossima legge di Bilancio, così da riconoscere davvero la specificità militare e intervenire nuovamente sul trattamento economico del personale.
La seconda riguarda la previdenza dedicata. In un momento in cui il Governo sta spingendo con forza sulla previdenza complementare, è giusto che anche i militari possano contare su una seconda rendita costruita tenendo conto delle caratteristiche particolari del servizio svolto.
La terza riguarda la revisione della legge n. 46 del 2022, con particolare riferimento alle agibilità sindacali e alla possibilità di rafforzare la contrattazione di secondo livello.
ASPMI è consapevole che alcune di queste misure non possono essere realizzate nell’immediato e che servirà necessariamente un intervento nella prossima manovra di Bilancio. Proprio per questo chiediamo al Governo un impegno politico chiaro, scritto e sottoscritto, affinché le risorse aggiuntive vengano effettivamente stanziate e le questioni ancora aperte trovino una risposta nei fatti.
Se questo impegno arriverà, ASPMI sarà pronta a firmare il contratto già adesso, consentendo così ai colleghi di ricevere gli aumenti in una fase in cui il potere d’acquisto resta sotto pressione e l’inflazione rischia di tornare a pesare sui redditi delle famiglie.
In caso contrario, da parte nostra non ci sarà alcuna firma.
La responsabilità è del Governo: se vuole davvero riconoscere la specificità militare, questo è il momento di dimostrarlo.