ASPMI incontra il sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego. Ecco i temi sul tavolo

ASPMI incontra il sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego. Ecco i temi sul tavolo

Abbiamo già espresso la nostra posizione sul rinnovo del contratto del comparto Difesa e Sicurezza per il triennio 2025-2027 (puoi recuperarla qui): ci potranno essere passi in avanti solamente se  vedremo dei segnali chiari da parte del Governo, soprattutto sui temi della specificità, della previdenza dedicata e delle agibilità sindacali.

Nel frattempo, in attesa di risposte politiche, proseguono gli incontri istituzionali finalizzati a garantire la miglior tutela possibile per il personale militare. In questo quadro, ASPMI ha incontrato il sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, che ha confermato l’attenzione del Governo verso le esigenze rappresentate dalle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari.

Il confronto, come dichiarato dallo stesso sottosegretario, si inserisce in un momento storico particolarmente delicato, segnato da scenari internazionali complessi e da nuove esigenze operative. Per questo, il riconoscimento della specificità del personale militare assume oggi un rilievo ancora maggiore, non solo come elemento identitario, ma come risorsa da tutelare, valorizzare e difendere.

Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte per ASPMI il Presidente Massimo Margotti e il Segretario Generale Francesco Gentile, è stato presentato un documento programmatico con quattro priorità ritenute non più rinviabili.

La prima riguarda la previdenza dedicata. ASPMI ha chiesto l’immediata convocazione di un Tavolo tecnico specifico e lo stanziamento di risorse straordinarie. I 20 milioni previsti per il 2026 sono infatti giudicati del tutto insufficienti per costruire strumenti realmente efficaci a compensare le penalizzazioni prodotte dal sistema contributivo puro. Per una misura strutturale, secondo le stime della nostra Associazione, servirebbe un fabbisogno a regime non inferiore a 100-150 milioni di euro annui.

Il secondo punto riguarda la stabilizzazione delle polizze di tutela. Abbiamo ribadito la necessità di rendere strutturali le coperture per la tutela legale, la responsabilità civile verso terzi e l’assistenza sanitaria integrativa. Sono garanzie minime per il personale esposto quotidianamente a rischi operativi, legali e sanitari. Particolare attenzione è stata posta anche alla proroga tecnica della polizza sanitaria fino al 30 settembre 2026 e alla necessità di evitare riduzioni dei massimali o arretramenti nei livelli di tutela per i militari e le loro famiglie.

La terza priorità riguarda il trasporto gratuito nazionale. ASPMI ha chiesto l’apertura di un tavolo in sede di Conferenza Stato-Regioni per superare le attuali disparità territoriali. D’altronde, il personale militare, anche quando non opera formalmente con qualifica permanente di pubblica sicurezza, conserva doveri di intervento e di tutela della collettività derivanti dallo status militare. Per questo, secondo noi, è necessario riconoscere in modo uniforme il ruolo svolto anche in termini di sicurezza sussidiaria e deterrenza.

Infine, abbiamo posto il tema della tutela penale, chiedendo una revisione dell’articolo 583-quater del codice penale. L’attuale formulazione della norma, infatti, rischia di lasciare fuori il personale delle Forze Armate impiegato in servizi di sicurezza, controllo del territorio e ordine pubblico, come nel caso dell’Operazione “Strade Sicure”. Serve quindi una modifica espressa che estenda anche ai militari le tutele speciali e i relativi automatismi procedurali previsti per altre categorie professionali esposte al rischio di aggressioni.

Va detto che l’incontro con il sottosegretario Perego rappresenta un primo segnale importante di attenzione istituzionale. Ora, però, ASPMI attende che alle parole seguano atti, specialmente nella prossima legge di Bilancio dove dovranno trovare spazio risposte effettive sulla previdenza dedicata, sulle risorse per il rinnovo contrattuale e sulle condizioni necessarie a riconoscere davvero la specificità del personale militare.