ASPMI non si è mai fermata questa estate, ma con la ripresa dell’attività politica e istituzionale si apre adesso il periodo più importante dell’anno. Nei prossimi mesi, infatti, verranno prese decisioni destinate a incidere sugli stipendi e sulle carriere del personale militare.
È in questa fase che il lavoro del sindacato dovrà farsi ancora più intenso, affinché gli impegni assunti dal Governo si traducano in provvedimenti utili a migliorare l’attuale situazione.
Il punto di partenza è il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa per il triennio 2025-2027, sottoscritto il 15 luglio a Palazzo Vidoni. L’accordo interessa complessivamente circa 430 mila appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate e prevede aumenti economici, che entreranno pienamente a regime dal 1° gennaio 2027, e nuove tutele normative.
Nel dettaglio, per il personale militare è previsto un aumento medio di circa 180 euro lordi mensili e arretrati medi vicini ai 1.900 euro lordi.
A tal proposito, è utile tornare su un punto che, nelle scorse settimane, ha alimentato molte polemiche. Le risorse complessivamente disponibili per il rinnovo erano già state determinate dagli stanziamenti previsti per i contratti del pubblico impiego: il tavolo negoziale poteva decidere come distribuirle, ma non aveva il potere di creare nuovi fondi, che possono essere autorizzati solamente attraverso un intervento politico e legislativo.
Proseguire il confronto senza firmare, quindi, non avrebbe in alcun caso prodotto un aumento maggiore del tabellare: anzi, il rischio era di lasciare ferme le somme già disponibili e rinviare il pagamento degli incrementi e degli arretrati, senza alcuna certezza di ottenere in seguito condizioni economiche migliori.
La firma ha permesso di mettere al sicuro quelle risorse e di avviare fin da subito l’iter necessario per renderle esigibili. Ora ASPMI vigilerà affinché i tempi vengano rispettati e aumenti e arretrati possano essere corrisposti già a gennaio 2027, obiettivo indicato anche dalle altre organizzazioni firmatarie.
La prossima sfida sarà la Legge di Bilancio 2027, con la quale il Governo si è impegnato a ricercare, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, ulteriori risorse per il comparto Sicurezza e Difesa, indicando come priorità proprio il Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali.
Grazie alla norma di salvaguardia che noi di ASPMI abbiamo voluto inserire nell’accordo, gli eventuali stanziamenti che la Manovra destinerà ai trattamenti accessori non fissi e continuativi confluiranno nel FESI. Ciò significa che, una volta reperite, queste risorse potranno essere negoziate e immediatamente trasformate in benefici economici per il personale.
L’impegno assunto dal Governo deve però diventare uno stanziamento effettivo: sarà questo uno dei principali obiettivi dell’azione di ASPMI nei prossimi mesi.
Ricordiamo poi che la partita non riguarda solamente gli stipendi. Entro 90 giorni dalla firma del contratto dovrà essere aperto un tavolo interministeriale sulla previdenza dedicata, un confronto indispensabile per individuare un sistema pensionistico che tenga realmente conto delle caratteristiche della professione militare. È un impegno che il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha definito serio e non generico durante il confronto con le associazioni sindacali, e sul quale quindi non siamo disposti ad accettare ritardi.
A questo si aggiunge il percorso per la revisione della legge n. 46 del 2022, con l’’obiettivo di rafforzare le agibilità sindacali e rendere finalmente possibile un vero secondo livello di contrattazione, così da consentire alle associazioni rappresentative di intervenire - quale siamo - con maggiore efficacia anche sulle questioni che riguardano la vita quotidiana del personale nei reparti.
Si apre quindi una fase nella quale il peso contrattuale delle organizzazioni sindacali sarà determinante. Per questo, oggi più che mai, iscriversi ad ASPMI significa dare forza a chi sarà chiamato a sedersi ai tavoli decisivi e a trasformare gli impegni assunti in risultati.
Più saremo, maggiore sarà la nostra capacità di incidere e di rappresentare gli interessi di ogni militare.