La prontezza operativa e l’efficienza dei nostri militari dipendono anche dalla serenità delle loro famiglie. Per questo motivo, garantire una sistemazione alloggiativa dignitosa e stabile, soprattutto nei delicati momenti di trasferimento, rappresenta una necessità per il benessere del personale e dell’intera Forza Armata.
Per questo motivo abbiamo sottoposto all’attenzione dello Stato Maggiore dell’Esercito le criticità che interessano il comparto degli alloggi di servizio, informando per conoscenza anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e lo Stato Maggiore della Difesa.
Dalle informazioni raccolte emerge un quadro che richiede attenzione. Su un patrimonio complessivo stimato tra gli 8.800 e i 9.000 alloggi, circa 2.240 unità risulterebbero indisponibili a causa di inefficienze strutturali. A queste si aggiungerebbero circa 1.160 abitazioni inserite nei piani di alienazione.
La situazione appare particolarmente delicata nell’area romana. Su circa 2.150 alloggi complessivi, soltanto il 40% risulterebbe effettivamente assegnato a personale avente titolo. Circa 550 unità sarebbero in attesa di interventi infrastrutturali, mentre altri 650 alloggi risulterebbero non assegnati pur non essendo destinati alla vendita.
Per invertire questa tendenza, nell’area di Roma sarebbero necessari circa 2 milioni di euro l’anno per le manutenzioni ordinarie, oltre a ulteriori 3 milioni annui, per almeno cinque anni, destinati al recupero degli immobili oggi indisponibili.
Ulteriori difficoltà si registrano nelle sedi di Torino e Verona, dove il rischieramento dei Vertici d’Area previsto dal “Nuovo Modello Esercito” ha determinato una maggiore pressione sul patrimonio alloggiativo. Per rispondere a queste esigenze viene stimato un fabbisogno aggiuntivo di circa 6 milioni di euro.
Per il 2026 è stato previsto il recupero prioritario di circa 80 alloggi su scala nazionale, per una spesa stimata in 1,3 milioni di euro. La carenza delle assegnazioni finanziarie rischia però di rallentare i lavori e di limitare il numero degli immobili che potranno essere effettivamente riconsegnati al personale.
La nostra azione non vuole limitarsi alla denuncia delle criticità. Abbiamo confermato ai Vertici dell’Esercito la piena disponibilità di ASPMI a collaborare nelle sedi istituzionali e politiche competenti, sia per individuare risorse straordinarie che per favorire un utilizzo più efficace degli stanziamenti disponibili.
Riteniamo che il confronto tra la Forza Armata e le rappresentanze sindacali possa contribuire a dare risposte a un problema che incide direttamente sulla vita quotidiana dei militari e dei loro nuclei familiari.
Garantire una casa dignitosa significa riconoscere i sacrifici affrontati ogni giorno dal personale, in particolare quando un trasferimento impone di riorganizzare la vita dell’intera famiglia. Tutelare gli alloggi di servizio significa tutelare i nostri uomini, le nostre donne e il cuore stesso della Forza Armata: le loro famiglie.