Graduatorie Trasferimenti: malcontento tra i militari. ASPMI e SAM chiedono un tavolo urgente

Trasferimenti, così non va. ASPMI e SAM chiedono correttivi urgenti.

Graduatorie Trasferimenti: malcontento tra i militari. ASPMI e SAM chiedono un tavolo urgente

Nella giornata di ieri è stata pubblicata la graduatoria relativa alle assegnazioni dei trasferimenti a istanza di parte, a carattere ordinario. Secondo quanto segnalato da diversi iscritti, emerge un malcontento diffuso tra i militari che avevano presentato richiesta e che hanno ricevuto esiti diversi da quanto sperato.

Come già anticipato, la circolare con le indicazioni sui trasferimenti, nell’ultimo aggiornamento pubblicato dal DIPE, presentava diversi punti critici, pertanto un esito di questo tipo era ampiamente prevedibile. Per questo motivo, ASPMI e SAM si sono attivate subito per richiedere l’approvazione di correttivi che, tuttavia, non sono stati implementati.

A differenza di quanto sostenuto da chi cita impropriamente le nostre sigle sindacali, la piattaforma di ASPMI e SAM, con i punti fondamentali per migliorare non solo questa circolare, ma anche tutte le future operazioni legate alle istanze di trasferimento, è stata rapidamente portata all’attenzione degli organi decisori.

Il fatto che non abbiamo condiviso, legittimamente, la piattaforma presentata da altre sigle, indica semplicemente che avevamo idee diverse da sottoporre in vista delle prossime operazioni di trasferimento. Ciò è normale nelle dinamiche sindacali: ci sono occasioni in cui si firmano proposte comuni con alcune organizzazioni e altre in cui si decide di procedere separatamente.

D’altronde, riteniamo sia  fondamentale che ogni iniziativa sia orientata al miglioramento e che tutti contribuiscano con senso di responsabilità, evitando semplificazioni che rischiano di creare aspettative irrealistiche del personale. Allo stesso modo, sarebbe opportuno non disperdere energie nella critica dell’operato altrui, ma concentrarsi su proposte serie, sostenibili e coerenti con una materia certamente complessa.

Perché una cosa è avanzare soluzioni praticabili, tenendo conto dei vincoli e delle difficoltà del sistema; altra cosa è limitarsi a formulare idee suggestive, magari capaci di raccogliere consenso nell’immediato, ma difficilmente applicabili nella realtà.

Detto ciò, resta il punto politico e operativo della vicenda: le regole che disciplinano i trasferimenti devono essere cambiate. Lo abbiamo segnalato e, a quanto pare, non è bastato. A questo punto, sarà necessario un intervento più incisivo, valutando l’apertura di un tavolo con l’Amministrazione per affrontare quei nodi che hanno portato a un esito che, pur riservandoci il tempo necessario per un’analisi più dettagliata, appare fallimentare a un primo esame.

I trasferimenti sono un’operazione importante: coinvolgono persone, famiglie, progetti di vita e aspettative costruite nel tempo. Per questo motivo, sono necessarie regole chiare e un confronto trasparente con il personale.

Come già scritto ad aprile, negli ultimi anni ci sono stati alcuni miglioramenti. Tuttavia, l’esito di questa procedura dimostra che il percorso è ancora incompleto e non è stato sufficiente e necessita di interventi strutturali sui volumi organici al fine di poter garantire il giusto ricambio operativo.  Sarà quindi necessario analizzare nel dettaglio quanto accaduto, raccogliere le segnalazioni del personale e identificare con precisione le criticità che hanno inciso sulle assegnazioni. Solo così sarà possibile evitare che le stesse difficoltà si ripetano nelle future procedure.