Strade Sicure, ASPMI: «Stanchi di sentir parlare di più militari senza un’adeguata valorizzazione del personale»

Strade Sicure, ASPMI: «Stanchi di sentir parlare di più militari senza un’adeguata valorizzazione del personale»

Siamo stanchi di leggere notizie sull’aumento del contingente dell’Operazione Strade Sicure senza vedere la stessa determinazione nel migliorare il trattamento economico e le tutele dei militari impiegati. Si discute continuamente di quanti uomini e donne mandare nelle nostre città: quando si discuterà, con altrettanta urgenza, di come riconoscere il loro lavoro?

L’approvazione in Commissione Difesa alla Camera della risoluzione che punta a portare il contingente da circa 6.800 a 10.000 militari, estendendo i presidi anche ai 61 capoluoghi di provincia attualmente sprovvisti, ripropone una questione che come ASPMI continuiamo a sollevare: ogni potenziamento deve essere accompagnato da interventi in favore del personale.

L’importanza dell’operazione viene ormai riconosciuta e rivendicata dalla stessa politica che ne chiede l’ampliamento. Dietro quei risultati, però, ci sono i militari che garantiscono una presenza quotidiana, affrontando situazioni di rischio e contribuendo a far sentire i cittadini più sicuri e sereni. Che cosa aspetta il Governo a valorizzare chi ha reso possibile tutto questo?

Nella realtà del servizio siamo chiamati ad affrontare situazioni e responsabilità sempre più vicine a quelle delle Forze di polizia, con l’ulteriore peso di un impiego su tutto il territorio nazionale, spesso lontano dalle nostre sedi e dalle nostre famiglie. A questa disponibilità devono corrispondere compensi adeguati, ed è per questo che disparità economiche vanno affrontate con urgenza: non possiamo continuare a essere considerati indispensabili per la sicurezza e ricevere un riconoscimento insufficiente per il contributo che assicuriamo.

Resta inoltre aperto il tema delle tutele giuridiche, che chiediamo siano pienamente adeguate ai compiti e ai rischi dell’impiego. Servono procedure chiare, strumenti coerenti con le responsabilità assegnate. Chiediamo garanzie che proteggano chi interviene: le ambiguità del sistema non possono ricadere sul singolo militare chiamato a prendere decisioni difficili in pochi istanti.

Per questo chiediamo al Governo di accompagnare qualsiasi ampliamento con risorse dedicate all’aumento delle indennità e al riconoscimento del lavoro effettivamente svolto, come pure a condizioni logistiche dignitose e alla tutela dei riposi, insieme a un rafforzamento delle garanzie giuridiche. Finanziare l’impiego di più personale deve andare di pari passo con il miglioramento delle condizioni di chi quell’impiego lo sostiene. Su queste priorità chiediamo un confronto concreto con le rappresentanze sindacali militari.

Siamo stanchi, ma non ci stancheremo di far sentire il nostro disappunto e di agire in ogni sede competente affinché alle parole seguano decisioni, stanziamenti e diritti riconosciuti. Continueremo a chiedere conto degli impegni assunti, perché chi contribuisce ogni giorno alla sicurezza dei cittadini ha diritto, a sua volta, a essere tutelato, rispettato e adeguatamente retribuito.

Strade Sicure, ASPMI: «Stanchi di sentir parlare di più militari senza un’adeguata valorizzazione del personale»