Legge di Bilancio, servono più soldi per i militari. Il Governo ricordi gli impegni presi

Legge di Bilancio, servono più soldi per i militari. Il Governo ricordi gli impegni presi

Come ASPMI riconosciamo che la Legge di Bilancio 2027, contiene interventi importanti a sostegno delle famiglie, con una particolare attenzione a chi vive condizioni di maggiore difficoltà, ma non possiamo ignorare una mancanza che riguarda direttamente il personale delle Forze Armate: nella manovra non troviamo un adeguato riconoscimento della sua specificità.

A tal proposito, proprio in queste ore è stato diffuso un comunicato delle organizzazioni sindacali militari rappresentative, ripreso dalle principali agenzie di stampa, tra cui Ansa, Agi ed Askanews, per richiamare Governo e Parlamento su una disparità di trattamento che riteniamo inaccettabile.

Quando si parla di Difesa e Sicurezza, il Governo sembra spesso dimenticare che non esistono soltanto le Forze di Polizia: ci sono anche le Forze Armate, chiamate a garantire la sicurezza nelle città attraverso Strade Sicure, a tutelare i confini nazionali e a svolgere missioni internazionali decisive per gli interessi del Paese.

Come è possibile riconoscere risorse aggiuntive al personale di polizia e lasciare fuori Esercito, Marina e Aeronautica?

Il testo della manovra prevede circa 90 milioni di euro aggiuntivi per il FESI delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare, oltre a 50 milioni per gli straordinari. Per le Forze Armate, invece, non risultano stanziamenti analoghi: zero euro per il FESI e zero euro per gli straordinari.

Chiediamo che il principio di equità valga anche per i militari: perché non si può considerare il Comparto Difesa e Sicurezza unito nel momento in cui si chiedono sacrifici, per poi dividerlo quando vengono distribuite le risorse.

Per questo sosteniamo le richieste avanzate nel comunicato, a partire dalla previdenza dedicata, che deve essere finanziata con almeno 500 milioni di euro annui strutturali e con modalità certe, per porre rimedio alle penalizzazioni che riguardano il personale in regime misto e gli arruolati dal 1996 al 2005.

Chiediamo inoltre 150 milioni di euro annui aggiuntivi per il FESI di Esercito, Marina e Aeronautica, destinati alla valorizzazione dei servizi operativi. Per il rinnovo contrattuale 2028-2030 servono poi ulteriori 100 milioni di euro annui, da vincolare alle indennità operative.

Resta indispensabile anche un adeguamento dell’indennità prevista dall’articolo 3 della legge 86 del 2001, affinché il suo valore sia aggiornato rispetto al costo della vita e alle condizioni di impiego. Chiediamo inoltre che la detassazione del trattamento accessorio sia estesa anche a chi già usufruisce delle agevolazioni fiscali di comparto, oltre alla detassazione degli aumenti contrattuali alle stesse condizioni previste per il settore privato.

Sul congedo parentale, riteniamo necessario estendere le maggiorazioni anche ai figli già nati e garantire la tutela fino ai 14 anni.

Ci preoccupa infine che la Presidenza del Consiglio non abbia convocato i sindacati del Comparto Difesa e Sicurezza prima della deliberazione del disegno di legge di Bilancio. L’articolo 8-bis del decreto legislativo 195 del 1995 prevede espressamente questa consultazione e, nonostante le richieste avanzate da numerose organizzazioni sindacali militari, il confronto non è stato attivato.

Il Governo ha più volte promesso attenzione al personale militare e l’avvio della previdenza dedicata: ora chiediamo che quegli impegni trovino spazio nella manovra. Le nuove flessibilità europee sulle spese militari rendono ancora più urgente una scelta politica: le Forze Armate non possono restare fuori dagli investimenti destinati alla sicurezza del Paese.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di intervenire durante l’esame della legge di Bilancio. Non accetteremo altri rinvii e non resteremo fermi davanti a una Difesa trattata come di serie B. Se il Governo non ci ascolta faremo in modo che lo faccia: siamo pronti persino alla mobilitazione come anticipato nell'ultimo intervento per la firma del contratto.

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