Assegno Unico. Le novità dal 2023. Approfondimento.

A partire dal prossimo anno le famiglie non saranno obbligate a ripresentare la domanda di assegno unico se la situazione patrimoniale indicata nella dichiarazione ISEE non sia...

Assegno Unico. Le novità dal 2023. Approfondimento.

A partire dal prossimo anno le famiglie non saranno obbligate a ripresentare la domanda di assegno unico se la situazione patrimoniale indicata nella dichiarazione ISEE non sia variata e l’INPS sia in possesso di tutti i dati utili all’elargizione della misura di sostegno. Lo rende noto, in una dichiarazione di qualche settimane fa, il direttore generale dell’INPS.

L’onere di presentazione della domanda rimane nei casi in cui sussistano variazioni dei requisiti della famiglia, ovvero:

  1. maggior numero dei figli;

  2. raggiungimento del limite di età dei figli che li esclude dal sostegno (22 anni);

  3. variazione dell’indicatore reddituale e patrimoniale ISEE rispetto al precedente.

Assegno unico (AU): funzionamento:

L’Assegno Unico ai figli serve a compensare le detrazioni per i figli a carico fino a 21 anni e gli assegni per il nucleo familiare che dal cedolino di marzo 2021 non sono più in busta paga.

La domanda va presentata a decorrere dal 1° Gennaio di ogni anno ed è riferita al periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda ed il mese di febbraio dell’anno successivo.

Per le domande rinnovate di Assegno Unico decorrenti dal 2023, il criterio di presentazione non varia rispetto allo scorso anno.

Per cui le famiglie che inoltreranno all’Istituto le domande entro il 30 giugno, matureranno il diritto al riconoscimento degli arretrati del mese di marzo fino al mese di presentazione della stessa.

Chi non presenterà la domanda entro il 30 giugno non può più ottenere tutte le mensilità arretrate a partire dallo scorso marzo.

Infatti, le domande che saranno presentate dal mese di luglio daranno il diritto a ricevere soltanto la mensilità dal mese successivo: ad esempio, chi fa domanda dal 1° di luglio, riceverà le mensilità da agosto in poi.

Di seguito un riepilogo delle tabelle per il calcolo in vigore, elaborate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze:

Tavola 1 – Importi mensili dell’AUU e maggiorazioni

Novità introdotta dal Decreto Semplificazioni in materia di Assegno unico per figli disabili:

Al quadro normativo delineato dal MEF in occasione del debutto della misura, bisogna aggiungere la novità previste dal Decreto Semplificazioni (D.L. 73 del 21 giugno 2022). Con le modifiche introdotte, i figli maggiorenni disabili senza limiti di età sono equiparati ai figli minorenni e per quanto riguarda la maggiorazione per disabilità ai figli maggiorenni disabili fino a 21 anni, viene riservato, per il solo anno 2022 (periodo 1° marzo 2022 - 28 febbraio 2023), lo stesso trattamento che spetta ai figli minorenni disabili.

Le novità della Legge di Bilancio 2023:

In materia di assegno Unico lo schema di legge di bilancio approvato dal Governo, in fase di approvazione, prevede che nel 2023 sarà maggiorato:

  • del 50% per il primo anno di vita del bambino;

  • di un ulteriore 50% per le famiglie composte da 3 o più figli, fino ai tre anni di vita del bambino.

  • Inoltre viene resa strutturale la maggiorazione prevista per i figli disabili maggiorenni fino a 21 anni, descritta nel precedente punto.

Occorre inoltre ricordare che l’Assegno Unico, come altre prestazioni INPS, è legato all’andamento dell’inflazione. Quindi visto il forte innalzamento dell'indice dei prezzi degli ultimi mesi, a gennaio 2023 gli l'importi mensili spettanti per ogni fascia di reddito ISEE saranno rivalutati almeno del 9% (ipotesi di tasso annuale 2022).

Va comunque considerato il fatto che anche le soglie ISEE di accesso alla misura di sostegno potrebbero essere rivalutate.