La possibilità di chiedere un trasferimento in una zona diversa della città in cui si presta già servizio viene estesa a 11 sedi dell’Esercito. Dopo l’esperienza avviata a Roma nel 2025, la nuova circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito amplia il numero dei militari che possono candidarsi per avvicinare il luogo di lavoro alla propria abitazione, riducendo tempi e distanze degli spostamenti quotidiani.
Dopo aver letto integralmente il documento, gli esperti di ASPMI possono illustrare i principali contenuti della “Circolare per la disponibilità al movimento stessa sede di servizio - anno 2026”, con particolare attenzione alle condizioni per partecipare e alle scadenze da rispettare.
La novità principale è l’ampliamento della procedura, inizialmente prevista per Roma, alle seguenti città: Torino, Milano, Udine, Padova, Bologna, Firenze, Cagliari, Roma, Bari, Napoli e Palermo.
Ogni sede è suddivisa in zone, indicate nelle cartine allegate alla circolare, e il personale interessato può presentare domanda per essere assegnato a una zona diversa da quella in cui lavora attualmente, restando nella stessa città.
La procedura è rivolta esclusivamente ai Graduati dell’Esercito in servizio permanente che prestano servizio nelle sedi interessate e possiedono i requisiti previsti.
La presentazione della domanda esprime la disponibilità al movimento, ma non garantisce il trasferimento, che resta subordinato alle verifiche del Dipartimento Impiego del Personale e alle esigenze della Forza Armata.
Il meccanismo principale consiste nell’individuare due Graduati che possano scambiarsi la zona di servizio, mantenendo l’equilibrio delle professionalità presenti nei rispettivi reparti.
Per esempio, un militare che lavora nella zona A può chiedere di andare nella zona B, mentre un collega della zona B può essere interessato al percorso inverso. Attenzione: perché lo scambio sia possibile, il Dipe deve verificare la compatibilità dell’incarico principale e della formazione specialistica, oltre al rispetto delle altre condizioni previste.
La circolare indica una differenza di età non superiore a 5 anni, 11 mesi e 29 giorni; quando ci sono più candidati compatibili, viene data priorità a chi ha il punteggio di merito più alto. I trasferimenti dei due militari devono avvenire contestualmente.
L’assenza di una coppia compatibile non esaurisce necessariamente le possibilità di trasferimento, perché il DIPE riesaminerà le candidature rimaste insoddisfatte per valutare ulteriori movimenti nella zona richiesta.
In questa fase saranno considerate la graduatoria, le specializzazioni e le carenze di personale dei diversi enti. L’obiettivo è verificare se le aspettative del militare possano essere soddisfatte attraverso una diversa distribuzione del personale nella stessa sede.
Anche le domande del personale degli Organi Centrali e degli enti interforze di Roma, quando in possesso dei requisiti, saranno valutate in questa seconda fase, anziché attraverso lo scambio reciproco.
Tra le condizioni previste figura l’aver maturato almeno tre anni di permanenza effettiva, anche non continuativa, nell’ente o reparto di prima assegnazione. Sono inoltre previsti specifici vincoli quinquennali per il personale interessato degli Organi Centrali di Roma e degli enti interforze.
La circolare elenca ulteriori cause di esclusione, che riguardano, tra gli altri, il personale:
in assegnazione temporanea per i benefici di legge indicati nel documento, come quelli previsti dalla legge 104/1992 e dall’articolo 42-bis del decreto legislativo 151/2001;
con un contenzioso pendente con l’Amministrazione in materia d’impiego;
già designato per un successivo reimpiego nell’ambito di altre pianificazioni;
che abbia già ottenuto, nel 2026, un trasferimento attraverso le procedure di mobilità volontaria.
Sono previste anche condizioni relative alla posizione sanitaria, disciplinare e giudiziaria. Prima di presentare domanda è quindi necessario verificare l’intero elenco dei requisiti, che devono essere mantenuti fino all’effettiva attuazione del trasferimento.
Le istanze devono essere presentate al proprio reparto dal 26 ottobre al 9 novembre 2026, utilizzando il modulo previsto dalla circolare.
Spetterà poi agli enti inserire, verificare e validare le domande nel SIGE centralizzato dal 10 al 18 novembre 2026. La procedura non richiede i pareri della scala gerarchica e consente la partecipazione anche al personale in missione all’estero, secondo le modalità indicate negli allegati.
È importante distinguere le due scadenze: per il militare il termine di presentazione è il 9 novembre, mentre il periodo successivo riguarda le attività degli uffici.

La graduatoria viene elaborata sulla base dei titoli e dei fattori indicati nella circolare, tra cui servizio prestato, riconoscimenti, titoli di studio, conoscenza delle lingue e superamento delle prove di efficienza fisica. Sono previste anche decurtazioni per sanzioni disciplinari e determinate assenze per malattia, con le esclusioni specificate nel documento.
Prima di firmare la scheda riepilogativa, il militare deve controllare la correttezza dei dati, del punteggio e della zona richiesta, segnalando eventuali errori al proprio ente, perché la circolare non consente successive revisioni dei dati validati.
Le domande tardive, prive dei requisiti o con punteggio pari o inferiore a zero sono considerate inammissibili.
Infine, il calendario della procedura prevede:
entro la fine di gennaio 2027: pubblicazione della graduatoria di merito;
entro la fine di febbraio 2027: emanazione dei provvedimenti d’impiego;
entro la fine di aprile 2027: attuazione dei trasferimenti.
Dopo la pubblicazione della graduatoria, le eventuali richieste di revoca saranno prese in considerazione soltanto per situazioni di particolare gravità sopravvenute e documentate.
Come ASPMI, invitiamo i colleghi interessati a verificare per tempo la propria posizione e i dati presenti sul SIGE, così da presentare correttamente la domanda entro il termine previsto.