Strade Sicure, ASPMI: “La Bocconi evidenzia le criticità che denunciamo da anni. Ora il Governo apra gli occhi”

Strade Sicure, ASPMI: “La Bocconi evidenzia le criticità che denunciamo da anni. Ora il Governo apra gli occhi”

Finalmente arriva anche uno studio accademico a mettere in evidenza ciò che, come ASPMI, lamentiamo da anni. Serviva l’analisi degli esperti perché si prendessero sul serio le difficoltà dei militari impiegati nell’operazione Strade Sicure? Ci auguriamo almeno che questa volta il Governo non continui a chiudere gli occhi davanti a problemi che ricadono quotidianamente sul personale.

A sollevare la questione è uno studio di SHIELD, il centro di ricerca e formazione strategica della SDA Bocconi dedicato alla sicurezza nazionale, in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica Azienda Pubblica, di cui l’ANSA ha fornito un’anticipazione. Un contributo che porta nel dibattito accademico le contraddizioni di un modello sul quale chiediamo da tempo di intervenire. 

La ricerca individua quattro forme di disallineamento, a partire da una missione nata come eccezionale e diventata, nei fatti, permanente. Il suo assetto continua però a poggiare sui rinnovi, senza una legge organica che ne definisca le finalità e stabilisca come valutarne i risultati, indicando anche le condizioni per concluderla. È una contraddizione che la politica deve affrontare: il ricorso continuativo ai militari richiede una scelta esplicita, accompagnata da regole adeguate alla realtà dell’impiego.

Il secondo problema riguarda gli strumenti giuridici a disposizione del personale. Secondo lo studio, i militari possono pattugliare e trovarsi davanti a eventi criminali senza disporre sempre dei poteri necessari per completare la prima fase dell’intervento. Per ASPMI questo significa porre al centro la posizione di chi opera sulla strada: alle responsabilità assegnate devono corrispondere procedure chiare e tutele adeguate. perché non si può lasciare al singolo militare il peso delle ambiguità del sistema.

C’è poi il tema di come viene misurata l’utilità dell’operazione. La ricerca osserva che il valore della presenza viene spesso rappresentato attraverso il numero dei militari schierati, dei controlli effettuati o dei siti presidiati. Contare gli uomini impiegati, però, non basta a valutare l’efficacia del dispositivo, in quanto il Governo deve spiegare quali risultati intende ottenere e verificare se l’organizzazione del servizio consenta davvero di raggiungerli.

Particolarmente rilevante è infine il richiamo al tempo sottratto alla preparazione e all’addestramento, oltre che al recupero del personale. Ogni turno urbano assorbe risorse in una fase in cui alla Difesa viene richiesta una maggiore prontezza. Una questione che riguarda direttamente anche il benessere dei militari: la loro disponibilità non può essere considerata inesauribile e il recupero deve trovare spazio nella programmazione degli impieghi.

Lo studio propone una maggiore copertura territoriale e un aumento degli organici, insieme a un dispositivo più dinamico, con meno presìdi statici non indispensabili e pattugliamenti mirati nelle aree e negli orari in cui il bisogno di sicurezza è maggiore. Viene inoltre prospettata, per personale selezionato e appositamente formato, l’attribuzione di funzioni di polizia giudiziaria limitate alla flagranza e agli atti urgenti, senza competenze investigative generali. Si tratta di proposte da discutere, delle quali andrebbero valutate attentamente le conseguenze sul personale.

Come ASPMI chiediamo che questa analisi diventi l’occasione per aprire un confronto sulla revisione di Strade Sicure, coinvolgendo le rappresentanze sindacali militari. Qualunque cambiamento delle funzioni deve essere accompagnato dalla formazione necessaria e da garanzie proporzionate alle responsabilità, insieme a un adeguato riconoscimento economico.

Le criticità sono state segnalate da chi le vive ogni giorno e ora trovano spazio anche nella ricerca accademica. Il Governo dia una risposta a chi continua a garantire il servizio. Il prossimo rinnovo dell’operazione non può diventare l’ennesimo rinvio delle soluzioni.

Strade Sicure, ASPMI: “La Bocconi evidenzia le criticità che denunciamo da anni. Ora il Governo apra gli occhi”