Pensione militari, i nuovi poveri? Grazie ad ASPMI si apre il tavolo sulla previdenza dedicata

Pensione militari, i nuovi poveri? Grazie ad ASPMI si apre il tavolo sulla previdenza dedicata

Si è aperto ufficialmente oggi, martedì 13 ottobre, il tavolo sulla previdenza dedicata per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, dando seguito all’impegno assunto dal Governo in occasione della firma del nuovo contratto. 

Per ASPMI è un passaggio storico, raggiunto attraverso una battaglia sindacale che ha portato questa richiesta al centro del confronto con le istituzioni e che adesso dovrà tradursi in risorse e interventi per il Comparto. E quando diciamo “storico” non lo stiamo sopravvalutando: è la prima volta nella storia del pubblico impiego che i sindacati si siedono al tavolo con il Governo per parlare di pensioni.

L’abbiamo chiesta, ci abbiamo lottato e abbiamo ottenuto l’apertura del tavolo, senza limitarci a riempirci la bocca di promesse: quando è stato necessario assumere scelte coraggiose, non ci siamo nascosti e ci siamo presi la responsabilità di firmare il contratto, ottenendo un impegno che oggi trova un primo, importante seguito. 

Ad annunciare l’avvio ufficiale del confronto è stato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha richiamato la promessa assunta con la sottoscrizione e indicato l’obiettivo di costruire un modello previdenziale adatto alle caratteristiche delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, riferendo inoltre di essersi confrontato con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e con i rispettivi tecnici per affrontare il problema previdenziale del Comparto. 

Il legame tra la firma del contratto e l’apertura del tavolo è stato sottolineato anche dal segretario generale di ASPMI, Francesco Gentile, che nel suo intervento ha ricordato come senza quella sottoscrizione non si sarebbe arrivati all’avvio del confronto. “La previdenza dedicata ormai non è più uno slogan”, ha affermato Gentile, evidenziando come una questione attesa da trent’anni sia finalmente diventata oggetto di un percorso ufficiale che dovrà portarla a soluzione. 

È questo il valore del risultato raggiunto e della scelta compiuta da ASPMI: aver trasformato una rivendicazione a lungo rimasta senza risposta in un impegno sul quale il Governo è ora chiamato a lavorare insieme alle rappresentanze del personale, nella consapevolezza che tutelare i militari significa anche assumersi la responsabilità delle decisioni necessarie per ottenere risultati. 

Proprio perché l’apertura del tavolo è l’inizio di questo percorso, Gentile ha chiesto di conoscere le risorse disponibili e di definire l’ordine dei lavori e il calendario dei prossimi incontri, sollecitando un segnale del Governo nella prossima Legge di Bilancio che consenta di procedere in tempi brevi. 

In gioco c’è il futuro economico di persone che svolgono un servizio caratterizzato da obblighi e vincoli specifici, a partire dai limiti di età per il pensionamento imposti dallo Stato, che, come ha ricordato il segretario generale, non sono una scelta del personale e devono trovare adeguato riconoscimento nel modello previdenziale. Il rischio di un impoverimento dei futuri pensionati del Comparto rende ancora più urgente affrontare questa problematica e dare seguito al confronto appena avviato, nel quale ASPMI continuerà a impegnarsi con la stessa determinazione che ha portato all’apertura del tavolo, affinché alla promessa mantenuta sul suo avvio seguano le risorse e gli interventi necessari a riconoscere la specificità del personale militare.

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