Indennità di post servizio ai volontari dell’Esercito, ASPMI istituisce una task force: “Più tutele per chi lascia il servizio”

Indennità di post servizio ai volontari dell’Esercito, ASPMI istituisce una task force: “Più tutele per chi lascia il servizio”

ASPMI ha deciso di scendere in campo per una tutela ancora più specifica dei volontari dell’Esercito Italiano, con un obiettivo chiaro: dare più certezze a chi sceglie di servire il Paese e maggiori garanzie a chi, al termine della ferma, deve costruirsi un nuovo futuro professionale.

La precarietà che caratterizza questo percorso porta molti giovani a prendere altre strade, orientandosi, ad esempio, verso le prospettive di maggiore stabilità offerte dalle Forze di Polizia. Una situazione che richiede risposte puntuali. Per questo abbiamo deciso di costituire una task force dedicata, incaricata di studiare e proporre soluzioni per favorire la continuità del servizio e riconoscere adeguate tutele a chi non riesce ad accedere al servizio permanente.

Dopo essere stati i primi a istituire un Dipartimento interamente dedicato ai volontari, attraverso il quale offriamo ai nostri tesserati consulenza su norme, diritti e servizi, vogliamo compiere un ulteriore passo. L’ascolto delle loro difficoltà e delle ragioni che spingono molti ad allontanarsi dall’Esercito ci ha convinti della necessità di intraprendere una nuova battaglia, lungo un percorso che sappiamo essere complesso.

Non vogliamo illudervi: ottenere ciò che chiediamo sarà difficile. Serviranno risorse, interlocuzioni con le istituzioni e la volontà politica di intervenire. Ma fino a pochi anni fa anche il riconoscimento dei sindacati militari sembrava un traguardo irraggiungibile e a renderlo possibile è stata la costanza di chi ha continuato a lavorarci ogni giorno. È con questo spirito che intendiamo affrontare anche questa sfida.

Tra le nostre richieste c’è il riconoscimento di un’indennità di post servizio ai volontari al termine della ferma, pur consapevoli che una simile misura richiederebbe un impegno economico rilevante per lo Stato. Per questo siamo pronti a valutare anche strumenti alternativi, come un premio di congedamento.

Il principio, però, resta fermo: chi conclude il servizio deve poter contare su un sostegno nella transizione verso un nuovo lavoro. Un giovane che ha trascorso tre anni nell’Esercito, spesso lontano da casa, può aver avuto meno occasioni per costruire contatti professionali e opportunità nel proprio territorio. Lasciarlo solo al momento del congedo, senza un’adeguata tutela economica, significa ignorare una difficoltà reale.

A questo si aggiunge la questione del mancato riconoscimento del TFS ai volontari in ferma prefissata: un altro punto sul quale riteniamo opportuno aprire un confronto, pur consapevoli della complessità dell’intervento.

C’è poi il tema della continuità lavorativa. Tre anni di formazione e servizio nell’Esercito devono essere valorizzati maggiormente, anche rafforzando i meccanismi di riconoscimento dei punteggi e le riserve di posti negli altri concorsi pubblici. Disciplina, senso di responsabilità, capacità di lavorare in squadra e competenze maturate sul campo costituiscono un patrimonio che merita di trovare nuove opportunità di impiego.

Per portare avanti questa battaglia abbiamo bisogno anche di voi. Iscriversi ad ASPMI significa darci più forza nel confronto con le istituzioni, mentre partecipare alle assemblee ci aiuta a costruire proposte aderenti alle vostre esigenze, condividendo difficoltà e suggerimenti.

Non possiamo promettervi il risultato, ma ci assumiamo un impegno preciso: lavorare con costanza per dare voce alle vostre richieste e tenervi aggiornati sui passi compiuti. Perché chi sceglie di servire il Paese merita attenzione anche quando quel servizio finisce.

Indennità di post servizio ai volontari dell’Esercito, ASPMI istituisce una task force: “Più tutele per chi lascia il servizio”