ASPMI chiede un intervento politico per tutelare il lavoro dei coniugi dei militari impiegati all’estero

ASPMI chiede un intervento politico per tutelare il lavoro dei coniugi dei militari impiegati all’estero

Garantire il diritto al lavoro, la continuità previdenziale e opportune possibilità di reimpiego per i coniugi del personale militare impiegato all’estero, in particolare presso i Comandi NATO negli Stati Uniti. È questa la richiesta avanzata da ASPMI al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e agli Stati Maggiori, di fronte a una criticità che coinvolge numerose famiglie militari.

Secondo la nostra Associazione, i coniugi al seguito del personale inviato fuori dai confini nazionali si trovano spesso di fronte a una doppia penalizzazione. I dipendenti pubblici sono costretti a ricorrere all’aspettativa non retribuita, con conseguente perdita dello stipendio e interruzione della contribuzione previdenziale, mentre i lavoratori del settore privato rischiano di essere spinti alle dimissioni, soprattutto quando non viene riconosciuta la possibilità di svolgere l’attività in smart working dall’estero.

ASPMI segnala inoltre una disparità rispetto ad altri Paesi NATO. I familiari dei militari statunitensi presenti in Italia possono lavorare da remoto grazie all’accordo del 2023, mentre ai coniugi italiani negli Stati Uniti il visto NATO-2 non consente lo svolgimento di attività lavorativa. Una situazione che appare ancora più penalizzante se confrontata con quanto previsto da Paesi come Francia, Spagna e Polonia, che garantiscono ai propri cittadini strumenti di tutela e permessi lavorativi.

Ricordiamo poi che lo smart working dall’estero nella Pubblica Amministrazione è già stato ritenuto compatibile dal parere ARAN 39301/2025, elemento che rende ancora più urgente un intervento di indirizzo politico e amministrativo.

Per questo ASPMI chiede al Ministro Crosetto di promuovere un accordo di reciprocità con gli Stati Uniti per superare i limiti legati ai visti o consentire forme di telelavoro, sollecitare la Funzione Pubblica affinché venga adottato un atto di indirizzo sullo smart working dall’estero, prevedere tutele per il reimpiego in loco presso sedi diplomatiche o Comandi NATO e attivare un tavolo tecnico tra i Ministeri della Difesa, degli Esteri, della Funzione Pubblica e del Lavoro.

Si tratta di una questione che riguarda la dignità del lavoro, la continuità previdenziale e la serenità delle famiglie militari”, sottolinea Francesco Gentile, Segretario Generale di ASPMI, confidando nella sensibilità del Ministro della Difesa e delle istituzioni competenti per individuare soluzioni a tutela del personale e dei suoi familiari.